Dollaro funding currency

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di Redazione 20 Ottobre 2009 | 06:54
E il petrolio…s’impenna.

Sembra di sentire Walter Fontana che esce dal mondo della televisione ed entra a commentare il mondo finanziario.

Ma non ha tutti i torti: il petrolio ha superato quota 80$ al barile mentre il greenback prosegue la sua inesorabile discesa; i fattori sottostanti questo movimento sono infatti ancora presenti:  segnali di ripresa (su cui noi comunque rimaniamo scettici) unitamente al dollaro debole stimolano gli investitori a buttarsi nell’azionario (che è ciclico e quindi dovrebbe salire man mano che i segnali di ripresa divengono più “sostanziosi”) e nelle commodities (come hedge contro l’inflazione attesa – anche se come abbiamo detto in precedenza è più una scusa per mettere i soldi in qualcosa che non sia l’obbligazionario che attualmente non rende molto con i tassi bassi).

Dunque EurUsd che sfiora 1,5000 sulla base dell’euforia data dagli utili aziendali e i green shoot dell’economia. Il Dollaro è fondamentalmente funding currency al momento, perché vediamo l’EurUsd altamente correlato con gli altri cambi ciclici (AudJpy, AudChf, NzdJpy) e almeno la sua debolezza può aiutare a ridurre gli squilibri della bilancia dei pagamenti USA. La RBA invece, nelle Minute pubblicate stamani, fa il contrario: attira attenzione, attira capitali, attira speculazione.

Il Governatore Stevens è veramente “Hawkish” e punta ad alzare i tassi di interesse nuovamente di 0,25%, dicendo che “mantenere una politica monetaria così accomodante è potenzialmente pericoloso e non va prolungato”.

L’Aussie ovviamente guadagna terreno su queste dichiarazioni mentre gli operatori incorporano le attese di rialzi dei tassi dentro il tasso di cambio. Per oggi aspettiamoci un po’ di movimento: alle ore 15:00 la Bank of Canada dovrebbe lasciare i tassi invariati; alle ore 10:30 la BoE rilascia le stime di M4, e alle 14:30 la Fed rilascia i dati sulle costruzioni di nuove case, e sui prezzi alla produzione.

EurUsd – grafico 60 min

Passiamo alla consueta analisi tecnica partendo dal cambio principalmente guardato dal mercato, l’EurUsd. Osservando un grafico a 60 minuti il livello di resistenza posto in area 1.4965, dopo aver funzionato per ben due volte in maniera molto precisa, è stato rotto lasciando spazio fino a 1.4995, una manciata di punti al di sotto dell’importantissima soglia psicologica di 1.5000. Nel momento in cui scriviamo il mercato si trova a 1.4975 testimoniando il fatto che ora 1.4965 si è trasformato in un supporto di breve periodo.

La sua tenuta chiaramente proietterebbe il cambio all’attacco dell’1.5000. La sua rottura invece proietterebbe il cambio verso una correzione che stimiamo non possa essere superiore ai 50 punti, con obiettivo 1.4925.
La tenuta di quota 90.00 per il UsdJpy ci fa pensare che esso possa tentare una salita verso 90.47, livello che se non dovesse frenare il rafforzamento del dollaro lascerebbe spazio fino a 90.80.

Il cable sposta l’equilibrio del suo range di breve periodo tra 1.6375 e 1.6435 ma non sembra intenzionato a forti strappi, così come il cugino EurGbp che non sembra aver la forza per mostrare forti strappi.

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