Scudo – Ex-residenti all’estero, si o no?

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di Giacomo Berdini 21 Ottobre 2009 | 13:30
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarificazioni in merito ai problemi interpretativi della circolare, specificando le cinque categoria che impediscono l’adesione allo Scudo per gli ex-residenti all’estero.

In occasione di un convegno incentrato sullo scudo fiscale a Roma, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera ha fornito ulteriori dettagli per chiarire delle incomprensioni e dubbi seguiti alla pubblicazione della circolare applicativa.
Befera li ha definiti “problemi interpretativi”, che ancora sono da risolvere, e in merito fornisce la massima disponibilità a pubblicare ulteriori circolari e istruzioni.

In primo luogo è stato precisato l’effetto retroagente della norma sull’inversione dell’onere di prova; in pratica il contribuente sarà tenuto a dimostrare che le attività all’estero sconosciute al Fisco italiano non sono frutto di evasione nel corso di tutto il periodo passato, sempre tenendo conto dei tempi di decadenza.
Questa norma, che Befera definisce “di deterrenza”, si inserisce nella lotta al segreto bancario: “Da un lato con lo Scudo, dall’altro con l’inversione dell’onere di prova, si svuotano i paradisi fiscali e si fanno rientrare i capitali. L’era del segreto bancario è completamente finita”, ha dichiarato.

Il direttore dell’Agenzia, inoltre, ha trattato il tema dell’adesione allo scudo da parte degli italiani ex-residenti all’estero raggiunti dalla raccomandata delle Entrate, che ha sollevato una tempesta di carta stampata negli ultimi giorni.
Befera chiarisce che la strada per lo scudo è sbarrata solamente a coloro che hanno ricevuto la comunicazione e che rientrano in uno di quei cinque casi prescritti dai questionari inviati, ovvero: trust, forme di previdenza, donazioni, contratti assicurativi, strumenti finanziari.
La regola vale anche per chi si trova in una situazione mista, quindi che risulta coinvolto in una delle cinque condizioni oltre a possedere altri beni che invece non vi rientrano.
In poche parole l’appartenenza ad una di queste cinque categorie in ogni caso preclude la possibilità di aderire allo scudo.
Nessun problema quindi per i contribuenti che posseggono beni estranei a queste circostanze, come immobili, yacht ecc.
Chi non ha nulla da dichiarare, non ha nulla da temere.

Nessuna novità invece per quanto riguarda la scadenza imposta al 15 dicembre. “È una decisione che spetta al Parlamento”, ha affermato Befera, ma alle sue parole fa muro Maurizio Leo, parlamentare della maggioranza, il quale ha dichiarato che niente verrà spostato. 

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