Correlazioni a corrente alternata

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di Gianluigi Raimondi 10 Ottobre 2019 | 15:15

A cura di Matteo Paganini, managing director Italy, Pepperstone

Dopo tre anni di assenza dovuti a un patto di non concorrenza che abbiamo dovuto firmare con un concorrente che aveva acquistato il nostro pacchetto di analisti per una cifra rilevante, mi trovo ora al timone di Pepperstone, uno dei broker leader sul mercato valutario e dei CFD (Forex, materie prime, indici, azioni) e non vedevo l’ora di poter tornare a condividere con voi le mie analisi di mercato.

La situazione non è sicuramente di facile interpretazione a causa delle correlazioni tra diverse asset class che continuano a crearsi e a distruggersi, ma cerchiamo di fare un veloce punto della situazione.

I fattori macro che devono essere maggiormente monitorati sono riconducibili a Trump e Cina, che oggi ricominciano a discutere sulla questione dazi, all’America che continua a mostrare delle pubblicazioni macroeconomiche stabili, che attualmente non mettono a repentaglio la possibilità che la fed continui i propri tagli di tassi (attualmente i futures sui Fed Funds scontano un 85% di probabilità che si passi alla fascia 1.50%-1.75% a fine mese e con un’inflazione sotto controllo è plausibile che il taglio si verifichi), alla Brexit ed ai tassi in Europa che continuano a spingersi sempre più in basso, iniziando a creare delle possibilità che la mancata redditività del mondo bancario possa cominciare a cercare di “rifarsi” su determinate tipologie di clienti, trasferendo loro l’onere dei tassi negativi.

Le implicazioni sui mercati non risultano tuttavia chiare, ma di questo non ci preoccupiamo in modo particolare in quanto facciamo parte della scuola di pensiero che non sempre debbano esserci delle motivazioni macroeconomiche a sostegno di qualsiasi movimento di mercato.

Tassi bassi in Europa ed in discesa in America, dovrebbero essere propedeutici a ricerca di rendimenti sui listini azionari a stelle e strisce, soprattutto se dovessero arrivare buone notizie sul fronte dazi, ma il mercato sta scontando un alleggerimento dei toni tra Usa e Cina e questo potrebbe condurre a lievi tentativi di rialzo sui listini Usa, per poi poter proseguire con delle correzioni a causa di prese di profitto fisiologiche che il mercato potrebbe aver voglia di prendere.

Le correlazioni positive tra i listini Usa ed europei dimostrano che sono i flussi di capitale a farla da padrone e non tanto questioni puramente macroeconomiche.

L’oro e lo yen rimangono ben correlati con l’andamento del rischio mentre sul fronte valutario stiamo assistendo a vendite di dollari per prese di profitto, dopo le salite che il biglietto verde ha mostrato finora, con occhi puntati soprattutto sull’euro che sta mostrando la situazione tecnica migliore.

Per oggi ci fermiamo qui, da domani andremo ad affrontare anche i livelli tecnici di attenzione, fornendo giorno per giorno le nostre idee che, con enorme piacere, torniamo a condividere con chi vuole aggiornarsi quotidianamente sui mercati.

Una volta eravamo davvero in pochi a scrivere, adesso i numeri sono cresciuti esponenzialmente, ma noi, con umiltà e professionalità, vogliamo continuare a fornire il “quotidiano dei mercati”, come iniziato a fare nel lontano 2006.

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