Politica monetaria non-convenzionale

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di Redazione 26 Ottobre 2009 | 07:50
Buon giorno e buon inizio settimana.

Siamo abituati a vedere il greenback sotto pressione e quindi apriamo la nostra pagina  con uno sguardo alla “povera” sterlina, flagellata dal Pil uscito a -0,4%  rispetto al +0,2% atteso. Abbiamo già criticato la formulazione di attese un po’ troppo esose ultimamente, e questa volta il mercato ha reagito con decisione.

Vedremo sul fronte Quantitative Easing cosa significhi questo dato. Ma parlando di Politica Monetaria, apriamo una piccola parentesi. Politica Monetaria non-convenzionale. Così si può definire quello che le banche centrali, in concerto, stanno attuando da oramai un anno a questa parte. Quantitative Easing, Credit Easing…ma quanto saranno efficaci? Se ne parla ora che il mercato desidera vederne la fine. Ma la Bank of Japan aveva già sperimentato questa via dal 2000 al 2006, con pochi effetti sull’economia.

La Bank of Japan ha incrementato le riserve ufficiali delle banche commerciali (quindi la parte di passività sul bilancio della BoJ); la Fed invece acquista attività tossiche in cambio di liquidità (quindi aumentando le attività del suo bilancio). La Fed quindi si sostituisce alla domanda privata, mentre la BoJ è intervenuta direttamente sulla creazione di base monetaria.

Due metodi diversi di affrontare il problema, ma alla fine l’ausilio del bilancio di una banca centrale può solamente dare tempo alle banche commerciali di ristrutturare i propri bilanci. Intanto c’è stata un’altra mossa “spettacolare” da parte del segretario del Tesoro USA, Geithner: per riuscire a gestire il bilancio intertemporale del Tesoro sta per allungare la scadenza  media sui Treasury da 49 a 72 mesi. Dunque ribassi in arrivo sui corsi obbligazionari con queste nuovi emissioni, e rendimenti a rialzo. Il Tesoro sta allungando la scadenza media dei Treasury per evitare che il debito venga inflazionato quando i tassi di interesse si rialzeranno. Mossa quasi forzata, ma che batosta per gli investitori (ed i fondi) esposti sull’obbligazionario.

Passiamo all’analisi tecnica dove troviamo alcune giornate che rendono difficile incominciare a parlare del cambio eurodollaro. Questo è il caso proprio di venerdì scorso: la sterlina, durante la mattinata, ha subito un tale scossone (come abbiamo visto a causa del GDP) da riportare in poche ore i prezzi, di tutti i cambi collegati, indietro di un paio di settimane. Cominciamo dal cambio EurGbp dove, osservando un grafico a 60 minuti, possiamo notare come la precisione del minimo a 0.8998 abbia rivelato una figura di doppio minimo riportando i cambi, molto velocemente al di sopra della resistenza fondamentale di 0.9080.

EurGbp – grafico 60 min

Il cambio non si è certo fermato qui andando addirittura ad oltrepassare la grande area di resistenza compresa fra 0.9180-0.9200. Ora questo livello è da considerare il supporto al veloce movimento di ripresa del cambio, consci del fatto che sino a poco al di sotto di 0.93 figura non vi siano altri livelli di resistenza.

Come sempre i movimenti sul cable sono amplificati: in questo caso abbiamo assistito ad un ripiegamento dal massimo di 1.6690 ad un minimo, nella notte, di 1.6250. Ora il livello di attenzione è posto molto prossimo ai prezzi attuali, 1.6230.

Più o meno la medesima situazione è ritrovabile sul cambio GbpJpy. Il cambio ha trovato una forte area di resistenza nei pressi di 153.20, andando così ad aggiungere un tassello importante alla composizione di una figura di testa spalle rovesciata, su candele daily, che potrebbe portare al test preciso del massimo relativo precedente di 163.10. La neckline è esattamente data dall’area di resistenza e la figura potrebbe essere completata se con questo impulso ribassista i prezzi non scendessero oltre il supporto di 149.15.

Concludiamo, per una volta, con il cambio eurodollaro. Il cambio appare ancora ben predisposto a continuare il proprio movimento di salita, ma la difficoltà con cui si allontana successivamente alla rottura di 1.50 può far riflettere. In giornata è da porre attenzione alla tenuta proprio del supporto di 1.50 figura ed alla resistenza, esattamente al doppio massimo di 1.5058.

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