Ardian: come le infrastrutture digitali rispondono all’emergenza climatica

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Avatar di Stefano Fossati 16 Ottobre 2019 | 13:30

Ardian Infrastructure, uno dei principali investitori mondiali nelle infrastrutture e Fabernovel, società internazionale di consulenza sulla trasformazione e creazione di prodotti e servizi digitali, hanno presentato la seconda parte di uno studio che vuole analizzare il tema delle infrastrutture e il loro legame con il cambiamento climatico. In risposta alla minaccia del cambiamento climatico a livello globale, l’accordo di Parigi prevede che l’aumento medio della temperatura globale sia mantenuto “ben al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli preindustriali” come obiettivo a lungo termine.

In quanto asset permanenti, le infrastrutture svolgono un ruolo chiave nella realizzazione di questo obiettivo, in quanto determinano il funzionamento e l’attività economica dei settori dei trasporti, dell’energia, delle telecomunicazioni e della sanità. Dopo la pubblicazione della prima parte dello studio nel 2018, focalizzato sulle infrastrutture del futuro, proponendo un modello di scoring per orientare gli investimenti verso infrastrutture trasformate e arricchite dalla tecnologia digitale, Ardian e Fabernovel si concentrano quest’anno sul ruolo che questa stessa categoria di infrastrutture “intelligenti” può svolgere nella lotta ai cambiamenti climatici, oltre che nella transizione energetica.

“In Ardian, siamo certi di non poter raggiungere gli obiettivi previsti dall’accordo di Parigi senza un approccio più sobrio e un’ulteriore innovazione tecnologica”, spiega Mathias Burghardt, a capo di Ardian Infrastructure e membro del Comitato Esecutivo. “Dobbiamo valutare se la creazione di valore aggiunto debba avvenire in egual misura sia attraverso la performance finanziaria che attraverso l’impatto che un asset ha verso l’ambiente esterno. Integrando la responsabilità tecnologica, sociale e ambientale, le infrastrutture possono essere vantaggiose per la società e contribuire a limitare i danni ambientali”.

Integrazione ambientale sostenibile, l’intelligenza delle infrastrutture come tema chiave

L’impatto ambientale di un’infrastruttura è ormai diventato una condicio sine qua non sia per gli utenti che per gli investitori. Bisogna considerare le sfide climatiche che dobbiamo affrontare oggi per gestire le infrastrutture di domani. Un’infrastruttura deve integrarsi in modo sostenibile nel suo ambiente limitando il suo impatto negativo o generando un impatto positivo, il tutto garantendo al tempo stesso la sua tenuta a lungo termine.

Per essere sostenibile, l’infrastruttura deve essere “intelligente”, con la capacità di aggiornarsi continuamente per migliorare l’efficienza operativa. Se l’obiettivo di questa “intelligenza” è di aumentare l’efficienza operativa dell’infrastruttura stessa, essa consente anche di migliorarne l’impatto ambientale e sociale. E questa “intelligenza” si basa sulla raccolta, l’analisi e l’uso dei dati. In quest’ottica, nel 2019, Ardian Infrastructure, in collaborazione con tre studenti universitari, ha sviluppato Air Carbon. Si tratta di uno strumento di analisi per il monitoraggio in tempo reale delle emissioni di Co2 legate all’attività aeroportuale e per costruire dei modelli di traiettoria per contenere le emissioni.

Verso le città ‘augmented’

Entro il 2050, il 66% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane, rendendo la città una “metapiattaforma” incapace di sopravvivere senza considerarne l’impatto. La crescente complessità dei fattori da considerare porterà le città a fare affidamento sugli strumenti digitali. Solo allora le città diventeranno più rispettose dell’ambiente. Uno dei primi esempi di ciò è la piattaforma Remix. Fornisce alle autorità pubbliche una visione a 360 gradi che integra tutti gli attori della mobilità e ottimizza i flussi di traffico nella città in tempo reale. Attualmente è distribuito in 300 città in tutto il mondo.

Paradosso digitale

Paradossalmente, anche la tecnologia digitale, che offre soluzioni per le emissioni di gas serra, è una delle cause principali, poiché rappresenta il 4,0% delle emissioni globali di gas serra (2,8% per il traffico aereo). Chiaramente, l’uso della tecnologia digitale ha un impatto significativo sull’ambiente. L’ottimizzazione della tecnologia digitale è una delle chiavi di questa sfida attraverso il riutilizzo delle emissioni di energia così come l’utilizzo di energie rinnovabili che ne consentono la produzione. La quota di energia rinnovabile nel mix energetico sarà tanto maggiore in quanto la sua produzione è ottimizzata. Nel settore delle turbine eoliche, gli strumenti di analisi digitale dei dati ottimizzano la produzione, la manutenzione e le performance.

Verso una progettazione sistemica

Limitare l’impatto delle infrastrutture non può essere una soluzione sostenibile. Dobbiamo avviare una profonda revisione delle modalità di progettazione delle infrastrutture. Con questo approccio di “progettazione sistemica”, le infrastrutture saranno in grado di integrarsi nel loro ambiente in modo responsabile e quindi di servire realmente il bene comune in modo sostenibile. La progettazione sistemica integra persone, tecnologia e ambiente in un sistema interconnesso sin dall’inizio della fase di progettazione. È quindi possibile identificare le sinergie e le esternalità di un progetto infrastrutturale e conoscerne l’impatto diretto e indiretto. Invece di essere pensato come un ostacolo da superare, l’ambiente diventa un vincolo creativo, un’opportunità per la progettazione di infrastrutture più responsabili. Ciò è reso possibile dalla progettazione sistemica. Attraverso questo approccio, le infrastrutture saranno in grado di integrarsi in modo sostenibile nel loro ambiente e servire il bene comune.

“Stiamo entrando in una nuova era in cui il valore a lungo termine deve essere legato alla responsabilità tecnologica”, commenta Stéphane Distinguin, Ceo di Fabernove. “Ecco perché, in Fabernovel, seguiamo un triplice approccio con progetti, focalizzati sull’imprenditoria, digitale ma sempre guidati dal responsabile. Crediamo che, al di là della mitigazione e del riciclo energetico, sia necessario ripensare il modo in cui progettiamo i servizi e la tecnologia in fase di progettazione. L’innovazione può condurci verso un futuro sostenibile e deve essere considerata come motore di un ecosistema più pulito”.

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