Italgas mette la Cina nel mirino, ma ci vorrà tempo

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di Stefano Fossati 21 Ottobre 2019 | 10:30

Se son rose fioriranno, ma per ora il mercato non sembra volerci mettere troppo pensiero: il Ceo di Italgas in un’intervista ha di recente ribadito la volontà della società di entrare nel mercato cinese nell’ambito dell’accordo sottoscritto con State Grid Corporation lo scorso aprile per lo sviluppo di iniziative congiunte nel settore della distribuzione del gas. Un’intesa, secondo Banca Imi, che avrà nell’immediato un impatto trascurabile sui conti del gruppo italiano, ma potenzialmente può aprirgli un mercato molto importante.

“Non escludiamo che si possa vedere Italgas come partner di un distributore locale di gas in futuro”, aggiungono gli esperti secondo cui si potrebbe approfittare della fase tendenzialmente negativa di breve periodo del titolo per incrementarne gradualmente la posizione in portafoglio (“add”), avendo un prezzo obiettivo di 6,5 euro per azione che rispetto ai 5,64 euro di inizio seduta stamane significa un potenziale rialzista implicito del 15% circa.

Italgas nei giudizi degli analisti

Su Italgas il consenso si mostra decisamente più prudente, con 3 giudizi positivi (2 “buy” e un “outperform”), altrettanti negativi (2 “sell” e un “underperform”) e ben 13 neutrali (“hold” o equivalenti). A fronte di stime di consenso per l’anno in corso che parlano di 1,2 miliardi di fatturato e circa 453 milioni di utile ante imposte, pari a 10 centesimi per azione, il titolo tratta già 3,8 volte il rapporo prezzo/fatturato per azione e 13,9 volte il prezzo/utile per azione.

Il dividend yield, a fronte di attese per un dividendo di 24 centesimi, è peraltro ancora interessante e pari al 4,25% (al momento un trentennale italiano rende il 2,07% all’anno), ma non sembra in grado da solo di invertire un trend che a brevissimo è fortemente negativo e anche a breve resta ugualmente negativo, con un’ulteriore conferma della fase di stanca delle quotazioni che gli analisti tecnici segnalano provenire da chiusure sotto la media mobile veloce oltre che sotto la media mobile lenta.

Un rimbalzo non sembra imminente

Finché le quotazioni rimarranno sotto le due medie e queste procederanno distaccate il trend ribassista resterà dunque ben definito, ma potrebbe essere sfruttato, seguendo il suggerimento di Banca Imi, in vista di una possibile inversione più a medio termine. Un rimbalzo per ora non sembra imminente, con lo stocastico e l’indice di forza relativa (Rsi) entrambi nella parte inferiore della banda d’oscillazione ma ancora relativamente distanti dall’ipervenduto.

Per chi volesse operare in ottica di trading, i primissimi supporti sono indicati a 5,54 e poi a 5,50 euro per azione, con possibile ulteriore cedimento verso i 5,49 euro (-3% circa dalla chiusura di venerdì scorso), mentre un rimbalzo potrebbe far risalire le quotazioni in area 5,76 prima e 5,84 poi. Possibile il proseguimento della fase ribassista almeno fin verso l’8 novembre, quando saranno resi noti i dati del terzo trimestre che dovrebbe aver visto risultati in progresso con l’utile atteso a 78 milioni di euro (+3% su base annua) dagli analisti di Kepler-Cheuvreux, peraltro sempre prudenti (“hold”) sul titolo visto le quotazioni lievemente superiori al target price stimato (5,5 euro per azione).

L’andamento in Borsa di Italgas negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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