Svizzera: lo spettro della recessione è lontano

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di Gianluigi Raimondi 25 Ottobre 2019 | 13:30

L’economia svizzera resiste anche in un contesto di rallentamento globale. Lo afferma, come riportato dal sito web dell Rsi, l’istituto BAK Economics, che si dice “moderatamente ottimistaper quanto riguarda gli sviluppi dei prossimi mesi. Le probabilità di recessione non superano la soglia del 25%.

Dopo il “forte calo” del PIL nel terzo trimestre del 2018, l’economia svizzera ha ripreso a crescere, ha detto Alexis Bill-Körber, responsabile della ricerca macroeconomica. Il dato è incoraggiante, visto il “contesto globale piuttosto sfavorevole”, sul quale pesano le controversie commerciali tra USA e Cina, la Brexit e l’accresciuta tendenza al protezionismo. Secondo le stime del BAK il commercio mondiale quest’anno aumenterà solo dello 0,6% , ben al di sotto della media pluriennale.

Di fronte a questo ambiente ostile, l’industria d’esportazione svizzera ha finora ottenuto buoni risultati, beneficiando di un franco che sul mercato dei cambi rimane ad un “livello accettabile”. La Svizzera non è comunque immune dalle turbolenze economiche che scuotono il pianeta. Le ultime statistiche sul commercio estero mostrano segni di debolezza in alcuni settori, in particolare nell’industria meccanica. Ma “nel complesso siamo cautamente ottimisti”.

Lo spettro della recessione è lontano e per l’anno in corso l’istituto basilese prevede una crescita del PIL dello 0,7%, che salirà all’1,1% nel 2020 e 2021.

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