Exor, gli analisti vedono due miliardi di buoni motivi per festeggiare

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di Stefano Fossati 31 Ottobre 2019 | 10:47

Exor spumeggiante a Piazza Affari, dove la holding degli eredi Agnelli cui fa capo il 28,67% del capitale di Fiat Chrysler Automobiles (oltre al 26,89% di Cnh Industrial, al 22,91% di Ferrari, al 63,77% di Juventus Fc e al 100% di Partner Re) guadagna oltre il 5% in scia all’ulteriore deciso rialzo di Fca dopo il via libera ufficiale a trattative per arrivare a una fusione alla pari con Psa (Peugeot-Citroen-Opel-DS), operazione che si prevede possa generare 3,7 miliardi di euro di sinergie annuali senza alcuna chiusura di impianti e a fronte di 2,8 miliardi di oneri “una tantum”.

Nelle more dell’operazione è infatti previsto che Fca distribuisca un dividendo straordinario di 5,5 miliardi di dividendo straordinario (oltre alla partecipazione in Comau, che vale circa 1,2 miliardi), il che vorrebbe dire un extra-valore tra dividendo e quota in Comau (per Exor circa 350 milioni potenziali) di 1,8-2 miliardi di euro per Exor, ovvero circa l’8,5% dell’attuale Nav senza considerare l’ulteriore potenziale rialzista dato a Fca dal premio riconosciutole nell’operazione.

Per questo gli analisti fondamentali restano decisamente positivi sul titolo Exor, che pure a ieri sera già segnava un rialzo del 30,5% circa a 12 mesi e che stamane portandosi sui 68,3 euro per azione si avvicina decisamente al target price di consenso (70,3 euro per azione). Fino a ieri, del resto, ci si attendeva un utile per azione di 9,13 euro e un dividendo di 0,45 euro, ipotesi che ora saranno verosimilmente ritoccate al rialzo. L’attuale P/E, di circa 7,15 volte, potrebbe dunque migliorare così come il dividend yield (finora attorno allo 0,65%) rendendo il titolo ulteriormente interessante.

Il quadro tecnico

Per quanto riguarda lo scenario tecnico, gli ultimi rialzi hanno inserito il titolo Exor in un trend fortemente positivo a brevissimo e breve termine, irrobustendo una tendenza rialzista già evidente anche a medio-lungo termine. Superate stamane in apertura le prime resistenze in area 66,5-67,4 euro, il titolo potrebbe provare a raggiungere anche i 68,6-68,7 euro in chiusura se dalla presentazione dell’operazione da parte del top management di Fca emergessero conferme positive. Diversamente, i primi supporti potrebbero essere intorno ai 66,9 euro e poi più giù verso i 62,8 euro nel caso, non molto probabile, in cui scattassero pesanti prese di profitto sul titolo.

Con quotazioni che hanno già perforato dal basso verso l’alto la media mobile veloce (che si mantiene sopra quella lenta), il trend rialzista appare ben definito e confermato anche dallo stocastico e dall’indicatore di forza relativa (Rsi), entrambi nella parte superiore della banda di oscillazione ma non ancora in ipervenduto. Ogni eventuale arretramento dei prezzi dovrebbe dunque avere vita breve e potrebbe costituire un’occasione per entrare sul titolo.

L’unico motivo di cautela può essere dovuto al fatto che il titolo si sta muovendo sui nuovi massimi storici, avendo superato anche i 66,44 euro già toccati lo scorso maggio, prima che le voci di possibili aggregazioni di Fca prendessero corpo. Non è dunque da escludere che l’emergere di eventuali ostacoli al perfezionamento della fusione possa indurre una parte degli investitori professionali a prendere profitto sul titolo anche in vista della chiusura dell’anno borsistico.

L’andamento di Exor a Piazza Affari negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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