Volatilità in aumento

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di Redazione 2 Novembre 2009 | 07:59
Tremenda volatilità: ecco il termine giusto per identificare gli eventi che hanno caratterizzato il mercato FX negli ultimi giorni della scorsa settimana.

Chi tiene d’occhio anche il mercato azionario avrà anche visto il VIX index salire vertiginosamente, in decisa accelerazione.

Timore e  incertezza possono fare questo ed altro.  L’incertezza, oramai ne parliamo da diverso tempo, riguarda il trend rialzista dell’Euro contro il Usd: quando avrà fine? Siamo già in correzione? La risposta è “si, siamo in correzione” e lo diciamo da quando è stato infranto il 1,4967 e ne abbiamo dato susseguenti conferme.

Il dato sul GDP migliore delle attese ha fatto rimbalzare l’EurUsd (che al momento rimane ancorato all’azionario e il Usd viene utilizzato quasi solo come funding currency). Quanto durerà questa correzione? Beh, nel 95% dei casi le correzioni ritracciano almeno il 20% del movimento precedente (quindi almeno a 1,4400); ovviamente non ci va in linea retta…quindi questa previsione da “guru” prendiamola con le pinze. 

Questa settimana abbiamo diversi dati Usa da osservare per confermare/disdire la nostra  “predizione”: ISM manifatturiero (oggi), FOMC (mercoledì), ISM Non-Manifatturiero (Mercoledì), e soprattutto i Non-Farm Payrolls di venerdì (occhio!).  Cambiamo target e portiamoci sullo Jpy (in suo onore, il grafico di oggi).

La BoJ ha ritirato parte delle sue misure non-convenzionali di stimoli monetari: a fine dicembre avrà termine il programma di acquisti di obbligazioni corporate e commercial paper. Tutto questo mentre il tasso di disoccupazione forse è iniziata a scendere, l’immobiliare si riprende e quindi l’unica pecca del quadro nipponico riguarda il CPI che rimarrà forse in territorio negativo per lungo tempo ancora. Comunque i riacquisti massicci di yen sono stati generati dalla BoJ.

Partiamo dal cambio eurodollaro, per la consueta analisi tecnica. Il range mantenuto durante l’ultima settimana di scambi, compreso fra 1.4680 e 1.4850, continua ad essere di importanza cruciale nel breve. Anche questa notte abbiamo assistito al test del livello di supporto inferiore, con conseguente risalita di una figura esatta. Come molto spesso avviene in questi casi, crediamo che sia da osservare quale dei due livelli venga oltrepassato per primo per andare a schierarsi con il movimento di breakout.
 
Il dollaro yen, a parte la ripresa nella notte, appare intenzionato a continuare la propria strada di discesa iniziata con al mancata rottura di 92.50, all’inizio di settimana scorsa. L’idea quindi rimane ribassista con un obiettivo di supporto al minimo di 88 figura, ad un passo da un’accelerazione ribassista (ricordiamo che indici di posizionamento del mercato suggeriscono posizionamenti a favore del dollaro tre volte superiori ai posizionamenti a favore di yen).

Il cable, dal minimo di lunedì scorso a 1.6250, ha mostrato una buona spinta rialzista. Il supporto a questo movimento è dato dalla trendline inferiore che transita, per le prossime ore, in area 1.6350. La prima resistenza si trova a 1.6530.

Concludiamo con il cambio EurChf, dove, senza l’intervento (o il presunto tale) della Banca Centrale, avremmo veramente poco di cui parlare. Il cambio infatti, ancora una volta a distanza di un mese, al raggiungimento di 1.5080, ha subito una violenta accelerazione rialzista di una figura esatta. Anche se non ci sono state conferme a riguardo dalla SNB, è sconsigliabile un posizionamento a favore di franco ai livelli attuali, ma anzi è incoraggiabile provare ad avvantaggiarsi di quello che sembra un grande supporto.

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