Cfa Sentiment Index, migliorano le stime sull’economia italiana

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di Gianluigi Raimondi 4 Novembre 2019 | 15:00

Gli investitori professionali italiani certificati CFA® prevedono un miglioramento delle prospettive dell’economia italiana sui prossimi sei mesi: il “Sentiment Index” registra un valore pari a +5,9.

Al sondaggio, svolto da Cfa Society Italy  presso i suoi soci tra il 21 ed il 31 ottobre 2019, hanno partecipato 34 intervistati.
In termini di aspettative sui prossimi sei mesi, la percentuale di coloro che si attendono condizioni invariate per la nostra economia è pari al 52,9%, mentre il 26,5% si attende un miglioramento ed un 20,6% un peggioramento della situazione macroeconomica. La differenza tra coloro che risultano ottimisti sulle prospettive dell’economia italiana, rispetto ai pessimisti, è pari a +5,9, un valore che rappresenta il “CFA Italy Sentiment Index” per il mese di novembre 2019. Il dato di sintesi, pur scendendo di due punti rispetto ad inizio ottobre, si mantiene positivo e sui livelli massimi degli ultimi 18 mesi.

Giuseppina Parini, associata CFA Society Italy, Indipendent Strategist ha commentato: “Il sondaggio mostra, per i prossimi sei mesi, un miglioramento delle attese relative alle condizioni economiche per l’area euro, mentre per gli Stati Uniti emerge un marcato deterioramento. Non si attendono variazioni di sorta sui tassi a breve in eurozona e gli ulteriori ribassi dei saggi a breve da parte della Fed sono già incorporati dal mercato. Il contesto macroeconomico continua a mostrare debolezza. Lo stesso Fondo Monetario Internazionale, nell’aggiornamento di ottobre, ha rivisto al ribasso il Pil globale al 3%, tagliandolo dello 0,3% rispetto alle proiezioni dello scorso aprile. Il livello è il più basso dalla crisi del 2008-2009. Anche per il 2020 il reddito globale è stato tagliato dello 0,2% a 3,4%.
E’ invece da leggere in positivo l’accordo preliminare raggiunto tra USA e Cina, che allenta le tensioni tra i due Paesi, con gli USA che hanno deciso di sospendere l’aumento delle tariffe (dal 25% al 30%). Non c’è garanzia che, durante il summit APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation) di novembre in Cile, Xi Jinping e Trump ne annuncino i dettagli, ma il cambiamento dell’atteggiamento del Presidente americano è un segnale incoraggiante. Continuano le tensioni tra Giappone e la Corea del Sud che hanno già causato pesanti effetti sull’interscambio commerciale tra i due Paesi. La questione Brexit, per quanto ancora foriera di incertezza, ha conosciuto un ulteriore rinvio nei termini di scadenza ma sembra essere allontanato il rischio di una uscita con un “no deal”, dopo che si terranno le elezioni anticipate.I dati riguardanti la fiducia delle imprese sono invece peggiorati in USA e in Europa, sia nel settore manifatturiero sia in quello dei servizi. Il quadro congiunturale continua a mostrare segnali di debolezza e anche l’andamento degli utili aziendali riflette un contesto in cui i rischi recessivi sono aumentati, nonostante l’atteggiamento accomodante da parte delle banche centrali”.

L’andamento del Cfa Sentiment Index

 

 

 

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