Bce, stagnazione economica e consiglio direttivo diviso: i nodi per Christine Lagarde

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di Stefano Fossati 4 Novembre 2019 | 14:30

“Il problema principale dell’Europa non è quello della mancanza di accesso al capitale per le imprese o dell’elevato costo del capitale, ma piuttosto quello di una domanda esterna e interna carente. A causa di shock esterni come le guerre commerciali, Brexit e il rallentamento della Cina, le condizioni della domanda globale rimangono deboli. A causa di ciò, la politica fiscale in Europa, che rimane più rigida del necessario, deve fare di più per sostenere le condizioni della domanda interna. Anche l’ex presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha fatto eco a queste riflessioni nell’ultima conferenza stampa della Bce, sottolineando che è giunto il momento che la politica fiscale prenda il testimone dell’allentamento monetario, poiché è improbabile che gli obiettivi di crescita e inflazione vengano raggiunti senza l’apporto della politica fiscale. È sempre più evidente che la politica monetaria da sola non può risolvere i problemi dell’Europa. Alla luce di quanto sopra, crediamo che il ruolo principale di Christine Lagarde sarà quello di convincere i paesi con eccedenze di bilancio come i Paesi Bassi e la Germania a investire di più per sostenere la crescita”. Ne è convinto Aneeka Gupta, Associate Director Research di WisdomTree.

Attualmente c’è una profonda divisione all’interno della Bce, come evidenzia lo stesso Gupta. “I dissensi provengono da membri del consiglio direttivo che mettono in dubbio l’efficacia dei tassi negativi e il riavvio del processo di allentamento monetario per il miglioramento del credito bancario. Inoltre, essi restano preoccupati anche per gli effetti nefasti dei tassi di interesse negativi sul risparmio e sulle banche nazionali. I capi delle banche centrali francese e austriaca si sono pubblicamente opposti alle ultime azioni di politica monetaria della Bce. Le dimissioni inaspettate della tedesca Sabine Lautenschlaeger, un altro falco della politica monetaria, sono l’ennesimo segnale del profondo divario all’interno della Bce. I resoconti successivi alla riunione della Bce indicano che 9 dei 25 membri del Consiglio hanno espresso la loro opposizione all’ultimo pacchetto di alleggerimento annunciato dall’ex presidente della Bce Mario Draghi. A questo proposito, Christine Lagarde avrà anche il compito di migliorare la coesione tra i membri del consiglio di amministrazione della Bce. In questo modo, rappresentando il consiglio direttivo come un fronte unito, Christine Lagarde sarà in grado di fornire una comunicazione efficace e credibile agli investitori”.

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