Troppo difficile fare affari con il telefono

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di Redazione 2 Novembre 2009 | 09:00
Èdifficile che un piccolo risparmiatore si sia arricchito investendo sui titoli di Telecom Italia. Soddisfazioni avare tranne che per i vari soci di riferimento, del nocciolo duro, del patto di sindacato, che dir si è voluto nel tempo.

di Michele D’Antoni

Non sarà facile nemmeno per il futuro prossimo fare affari con Telecom per i risparmiatori. Il titolo è di quelli che magari illude per un po’ poi però l’illusione svanisce. La storia di Telecom, in fondo, è un po’ così. Si cominciò con la privatizzazione che mise la Fiat in condizione di grande privilegio: con meno dell’1% governava la società. E quando scoccarono i giorni dei “capitani coraggiosi”, Colaninno, Gnutti e compagnia bella, gli Agnelli uscirono con una plusvalenza miliardaria. Ma anche i “capitani coraggiosi” non furono liquidati proprio con due lire. Venne così il tempo di Marco Tronchetti Provera (nella foto) che pensò bene di fare un’operazione sugli immobili Telecom molto vantaggiosa per Pirelli Re. Adesso Telco. Quello che fu il nocciolo duro di Fiat, oggi è una holding di controllo dove il ruolo di Telefonica de Espana, con un ingombrante 42%, è molto importante. Poco importa quello che è stato deciso in questi giorni sul rinnovo dell’accordo tra i soci: la partita vera, probabilmente, è ancora da giocare. Gli spagnoli finiranno per mollare lasciando Telecom tutta italiana? Dove possono andare senza un partner industriale gli attuali soci finanziari di Telco? Oppure, si potrebbero vendere le attività in America latina. In quel caso, però, la compagnia di telecomunicazioni si troverebbe ad essere una company locale, con i suoi 29 milioni di utenti, una pulce davanti ai colossi mondiali. Oppure si potrebbe tornare all’idea originaria dei tempi di Tronchetti con lo slogan “pensare al futuro guardando il passato”: cioé affidare la rete di Telecom a provider di servizi come, appunto, Telefonica o Murdoch. Una situazione del genere potrebbe diventare più realistica, per esempio, se si arrivasse ad una fusione con Telefonica. Tutte opportunità che lasciano al tempo il potere di decidere. Anche perché la battaglia dei contenuti è già stata persa. In una situazione del genere si può stare dentro e aspettare, oppure stare fuori e aspettare lo stesso. Molte alternative non ce ne sono. Con i titoli in portafoglio non si sa se si potrà guadagnare, stando fuori saremo sicuri di non perdere. Anche perché, appunto, Telecom non è proprio la Mecca dell’investitore.

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