La possibile ripresa degli scambi commerciali Usa-Cina spinge Wall Street ai massimi storici

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Avatar di Stefano Fossati 8 Novembre 2019 | 12:00

A cura di Wings Partners Sim

Come anticipato nei giorni precedenti, dalla Cina arriva una conferma di una imminente firma di un accordo sulla prima fase di un’intesa commerciale con gli Stati Uniti, una notizia che torna a generare un sentiment positivo sui mercati. Benché parziale questa intesa sarebbe il primo passo concreto in direzione opposta rispetto all’escalation di tensioni che si protrae ormai da quasi tre anni, ovvero da poco dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca.

Un portavoce di Pechino, Gao Fang, ha definito “costruttivi” i colloqui tenuti tra le parti nelle ultime due settimane, che dovrebbero portare ad una firma benché ancora non sia ancora chiaro né dove né quando, ma di certo non sarà la prossima settimana in Cile come pronosticato dal Presidente statunitense. Infatti, come ammesso dagli stessi cinesi, è ancora in corso di negoziazione quanto dei dazi sulle importazioni gli americani concederanno di rimuovere da subito, incentivando di fatto una ripresa degli scambi, a fronte dell’impegno di Pechino di fare altrettanto. Nei giorni scorsi i funzionari americani avevano palesato ottimismo sulle possibilità di arrivare ad una firma prima di fine mese, tuttavia la necessità di definire gli ultimi dettagli potrebbe far slittare le formalità ad inizio dicembre.

La possibilità di una ripresa degli scambi commerciali su scala globale dovrebbe favorire la crescita economica globale, dopo un 2019 che ha deluso le aspettative dello scorso anno. I futures sullo S&P 500, in previsione di un miglioramento, sono saliti su nuovi massimi storici, anche grazie a qualche segnale di stabilizzazione emerso dai dati a stelle e strisce. Infatti con il mercato del lavoro in miglioramento, un accesso al credito a tassi più bassi e, ora, la riduzione dei dazi sull’import la spesa dei consumatori americani potrebbe avere più incentivi alla vigilia delle festività natalizie, dando una spinta al rialzo al Pil dell’ultimo trimestre.

Euro/dollaro

Continuano i tentativi di flessione delle quotazioni del cambio euro/dollaro, con i corsi che violano la media mobile a 21 giorni nonché i precedenti minimi di periodo andando a confermare la formazione di un doppio massimo favorendo, quindi, l’avvio di una fase correttiva capace di proporre prossimi test al di sotto di area 1,1000 ovvero a ridosso dell’obiettivo minimo del pattern sopra descritto. Detto movimento viene accompagnato dalla perdita di forza degli indicatori di momentum in uscita dall’area di ipercomprato a conferma delle potenzialità pro dollaro di breve periodo.

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