Banche Centrali in azione

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di Redazione 4 Novembre 2009 | 08:32
E ora l’attenzione si sposta sulle Banche Centrali, che si incontreranno tutte questa settimana.

Si parte con la Fed in serata che dovrebbe, senza troppe sorprese, oltre che mantenere i tassi fermi a 0.25%, prodigarsi nei soliti commenti di rito visto che, tutto sommato, non è ancora cambiato nulla. Intendiamoci, dei piccoli segni di ripresa iniziano a vedersi e toccherà ai dati confermarli: oggi in pubblicazione ci saranno l’ADP, atteso a -190k unità rispetto alle precedenti -254k e l’ISM non manifatturiero, atteso sopra la soglia di 50 a 51.6.

La forte volatilità dei mercati è indice che qualcosa si sta muovendo e la correzione del rischio inizia a comportarsi come un’altalena. I movimenti di petrolio e oro sono significativi, con il primo che si è riportato intorno a quota 80 dollari al barile ed il secondo sopra quota 1.080.

Le borse ieri hanno chiuso in maniera negativa soltanto in Europa e vedremo oggi se riusciranno a recuperare qualcosa, anche se i futures ci indicano che forse non è ancora il momento. Nella giornata di domani invece si incontreranno BCE e BoE. Il buon Trichet non dovrebbe far danni durante la conferenza stampa (ce lo auguriamo poichè, buttando un occhio all’economia reale, una correzione significativa dell’euro sul dollaro farebbe solo bene alle nostre esportazioni, ora che praticamente siamo i più cari del mondo!) ma gli occhi saranno puntati sull’istituto centrale inglese e l’attenzione potrebbe ritornare sul puond, che in questo inizio di settimana sembra essere stato come risparmiato dal mercato. View di medio periodo invariata!

Eccoci di nuovo a parlare di analisi tecnica con un eurodollaro ritornato, dopo l’inattesa escursione di ieri oltre il supporto di 1.4680, all’interno della media dei prezzi mantenuta negli ultimi sette giorni.

Le evoluzioni per le prossime ore non sono di facile interpretazione: un grafico a 60 minuti può aiutarci ad immaginare la trendline discendente dal doppio massimo di 1.5060, passante per 1.4780, come il punto di arrivo della ripresa dal minimo di ieri a 1.4627. Anche gli stocastici più lenti suggeriscono ancora una potenziale salita per le prossime ore. In questa ipotesi di lieve rialzo, il primo supporto va ricercato poco al di sotto del supporto di 1.47 figura.

EurUsd – 60 min

Ritroviamo ancora una grande stabilità sul cambio dollaro yen: nonostante il movimento dell’euro di ieri il cambio non si è allontanato dal proprio range compreso fra 89.85 e 90.68. Per operatività sul cambio è preferibile attendere la rottura di uno dei due livelli.

Osservando il rapporto fra i due, il cambio EurJpy, notiamo l’avvicinamento ad un canale ribassista iniziato la settimana passata, dal massimo di 138.45. Questa transita per oggi nei pressi di 133.25. Un superamento di questo livello, molto vicino ai prezzi attuali, aspettiamo che possa portare i prezzi di nuovo verso 134 figura.

La discesa del dollaro/canada nella mattina di ieri, è stata seguita poi da una nuova tranquillità dei prezzi in serata. Il loonie si è riportato nei pressi di 1.0660 dopo aver toccato un minimo di giornata ad 1.0850. Il livello di prezzi attuale si è dimostrato molto importante anche la settimana scorsa, prima di un movimento contrario a quello di ieri. Attenzione quindi a 1.0650 come supporto al cambio.

Terminiamo con il dollaro australiano dove, nonostante i commenti della Banca Centrale abbiano raffreddato l’euforia, crediamo che livelli nei pressi di 0.89 figura rappresentino delle grosse occasioni di acquisto. Non dimentichiamoci che nei pressi di questo livello transita la trendline rialzista che sta guidando il movimento di salita dai primi giorni di marzo (i prezzi erano intorno ad 0.63 figura).

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