Mediaset, la visibilità resta minima

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Avatar di Stefano Fossati 13 Novembre 2019 | 10:30

Mediaset non sorprende il mercato né sul fronte dei conti né delle operazioni straordinarie, così sul titolo scattano le prime prese di profitto con quotazioni in calo del 3% a poco più di 2,68 euro per azione dopo i primi scambi di giornata a Piazza Affari. I primi nove mesi del 2019 si sono chiusi per il gruppo televisivo italiano con un utile di 101,5 milioni, oltre il quadruplo rispetto al risultato dello stesso periodo dell’anno passato (27 milioni), grazie ad un calo dei costi (-450 milioni grazie al pagamento di minori diritti televisivi) che ha compensato l’ulteriore frenata dei ricavi da raccolta pubblicitaria.

I ricavi netti del terzo trimestre dell’anno sono infatti calati a 548 milioni (-12,9% su base annua) nel periodo, mentre l’Ebitda è diminuito del 19,3% a 124,1 milioni. In compenso l’Ebit (risultato operativo) è migliorato segnando una perdita di 3 milioni, meno di un terzo rispetto ai -9,1 milioni del terzo trimestre 2018. La perdita netta di competenza del gruppo si è dimezzata a -7,4 milioni dai -15,8 milioni dello stesso periodo del 2018. Al 30 settembre 2019 l’indebitamento finanziario netto cala a 1,16 miliardi rispetto al debito agli 1,19 miliardi al 30 giugno scorso.

Numeri che hanno portato gli analisti di Equita Sim a limare il target price sul titolo a 2,7 euro, notando come l’andamento nei mesi di ottobre e novembre sia rimasto molto incerto, “con una visibilità che si è ridotta a 7-10 giorni”. Mediaset naviga ancora a vista, dunque, col management impegnato a cercare di condurre in porto il progetto MediaforEurope (Mfe) rispetto al quale la società si è detta fiduciosa di trovare un’intesa con Vivendi che consenta di ottenere il via libera del Tribunale di Milano (che ha dato tempo alle due società sino al 22 novembre per trovare un accordo) e pertanto (in dicembre) anche da parte di quello di Madrid (che al momento ha sospeso il progetto accogliendo un ricorso del gruppo francese).

Tuttavia, come sottolineato ieri il cfo Marco Giordani dopo l’annuncio della salita al 15,1% in ProsiebeSat.1 (in cui nel frattempo è entrato anche il gruppo ceco Czech Media Invest di Daniel Kretinsky col 4,1%) grazie all’acquisto di un ulteriore 5,5% da parte di Mediaset Espana, Mediaset (che ha già investito circa mezzo miliardo complessivo nell’operazione) non avrebbe intenzione di effettuare ulteriori acquisti di titoli del gruppo tedesco nonostante continuino a circolare rumors in tal senso, né tanto meno di lanciare una Opa ostile, augurandosi semmai che si possa varare un’operazione “amichevole” che consenta l’integrazione delle tre piattaforme televisive in Italia (Mediaset), Spagna (Mediaset Espana) e Germania (ProsiebenSat.1), primo passo per un futuro polo europeo della televisione generalista.

La soluzione più semplice sembrerebbe essere una fusione alla pari, carta contro carta o quanto meno una prima partnership commerciale rispetto alla quale il management tedesco avrebbe mandato alcuni segnali di disponibilità nelle ultime settimane. Il mercato resta in attesa che l’andamento del mercato pubblicitario italiano migliori (la variazione nel terzo trimestre della raccolta di Mediaset è stata negativa del 3,4% contro attese per un -4% e contro il -9% medio dei primi 9 mesi dell’anno) e che sulla vicenda Mfe (che appare comunque una mossa difensiva contro i colossi americani più che un possibile motore di crescita) ci sia più visibilità.

Il giudizio degli analisti su Mediaset

Questo potrebbe favorire lo scattare di nuove prese di profitto sul titolo, che a questi livelli, di poco superiori a quelli di 12 mesi fa, tratta comunque a premio sul settore con un P/E pari a circa 11 volte (contro le 9 volte della media di settore) ed un EV/Ebit pari a 8,7 volte (media di settore pari a 7 volte). Il consensus degli analisti appare abbastanza disperso, con 4 “buy”, 11 “hold” e 6 “Sell” ed un target price medio ridottosi gradualmente a 2,80 euro (ma Equita Sim l’ha appena limato a 2,7 euro e l’esempio potrebbe essere seguito da altri broker).

Tecnicamente il titolo resta inserito in un trend fortemente rialzista sul brevissimo periodo e rialzista a breve, mentre il trend si fa più incerto a medio-lungo termine. Ai livelli visti stamane in apertura il titolo sembra volersi appoggiare sui più immediati sostegni in area 2,68-2,72 euro per azione. Se dovessero tornare acquisti non è esclusa una puntata in area 2,82-2,86 euro, che consentirebbe di confermare il segnale positivo dato dal superamento dal basso verso l’alto della media mobile veloce, che si mantiene a sua volta sopra quella lenta. Anche dallo stocastico e dall’indicatore di forza relativa (Rsi) per ora non giungono segnali di allerta, essendo entrambi gli indicatori lontani dall’area di ipercomprato. Il titolo appare dunque da monitorare attentamente in attesa di una definitiva conferma del momento rialzista o di una possibile correzione di breve termine.

L’andamento in Borsa di Mediaset negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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