Waiting for the payrolls!

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di Redazione 6 Novembre 2009 | 07:59
Il tris è quasi completo. Mancano soltanto i dati sulla disoccupazione in release questo pomeriggio.

 Ma andiamo con ordine e cerchiamo di spiegarci meglio. Dopo il meeting del Fomc lo scorso mercoledì, che come sappiamo ha confermato tassi bassi per un “periodo eccezionale”, abbiamo assistito a vendite di dollari e di yen giapponesi in contropartita di acquisti di rischio, mercati emergenti in primis. Poi, il recupero del dollaro da 1.4910 a 1.4810.

Ieri, durante la conferenza stampa di Trichet, l’euro ha sfondato quota 1.4900 fermandosi a 1.4920. Il numero uno di Francoforte ha infatti avuto tono più hawkish di quanto il mercato si aspettasse dichiarando che le banche centrali non possono sostenere per sempre l’economia e che i governi dell’area euro dovranno attuare piani di exit strategies definiti dallo stesso presidente “ambiziosi”.

I tassi per il momento rimangono ad un livello appropriato, ma le aspettative di inflazione, seppur ben ancorate nel medio periodo, cominciano a far intravedere la possibilità di piccoli aumenti dei prezzi, soprattutto grazie alla ruota dei prestiti alle famiglie private che, piano piano sta ricominciando a girare. Oltre a questo, nessuna parola sull’attuale forza relativa dell’euro. E questo pomeriggio potremmo assistere al completamento del quadro grazie ai dati sulla disoccupazione americana, che come sappiamo si manterrà a livelli elevati per molto tempo.

Alla fine, parlando di eurodollaro, sembra che la rottura definitiva di 1.4850 ci sia stata. Un grafico orario può far comprendere meglio di tante parole tecniche come questo possa essere considerato come un importante livello del breve periodo. Oggi è una giornata particolare, come abbiamo già visto sopra, ma crediamo che se il cambio dovesse riuscire a mantenersi al di sopra di questo potremmo vedere un ritorno a breve verso quel 1.5060 di cui tanti si aspettano una rottura. Sempre osservando il breve periodo attenzione alla prima resistenza a 1.4925.

EurUsd – grafico 60 min

Davvero nulla di nuovo per quanto riguarda il dollaro yen. Continuiamo ad osservare una grande incertezza compresa fra 90 figura e 91.25. L’idea di fondo rimane di un test nuovamente in area 92.50 per poi ridiscendere verso 88 figura.
Il cambio EurJpy, in seguito alla nuova risalita di ieri da 133.35, ha incontrato una decisa resistenza poco al di sopra di 135 figura. Già almeno 4 volte, da ieri, abbiamo assistito al suo test e ad un parziale ripiegamento dei prezzi. Sempre nell’immediato consideriamo 134.30 un buon livello di supporto.

Dal cable in giornata ci attendiamo un nuovo test della resistenza di 1.6690 (gli oscillatori stocastici lenti, su grafico a 60 minuti, indicano infatti ancora una possibile salita), per poi scoprire se il cambio abbia intenzione di correggere, successivamente ad un doppio minimo, oppure se la decisione della BoE di ieri abbia comunque risvegliato l’interesse sulla sterlina.

Il dollaro franco pare avere tutte le intenzioni di andare a testare nuovamente il minimo degli ultimi due giorni a 1.0130. La resistenza nell’immediato è posta a 1.0190.

Ieri sul cambio EurGbp abbiamo potuto notare quanto sia ancora importante il livello di resistenza di 0.90 figura, come visto nelle passate settimane. Se dovesse tenere ancora ad ulteriori tentativi di rottura siamo pronti a vedere nell’immediato il livello di supporto di 0.8920.

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