Comprare volatilità ora per beneficiare appieno di quel che resta del rally

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Avatar di Stefano Fossati 19 Novembre 2019 | 09:30

A cura di Giacomo Calef, Country Manager di Notz Stucki

Nonostante il rally da inizio anno, il 2019 è stato caratterizzato da forti ondate di volatilità e ancora oggi pesano i fattori di rischio globale, quali la trade war, la Brexit e il rallentamento economico. Pertanto, risulta importante analizzare lo scenario prendendo in considerazione alcuni parametri che gli investitori guardano da vicino. Noi ne abbiamo presi due: il primo è il P/E, ovvero il rapporto tra il prezzo di un’azione e il suo relativo utile, mentre il secondo è l’indice Vix, che stima la volatilità a breve termine sull’S&P 500.

Noi teniamo monitorati questi due parametri per valutare la convenienza ad acquistare strumenti di copertura che si attivano quando i mercati scendono sotto una certa soglia. Da un lato le valutazioni ci dicono in che misura gli investitori potranno continuare a comprare azioni e se, quindi, può essere adeguato coprire il portafoglio azionario. In questo momento, guardando ai P/E sull’S&P 500, vediamo come le azioni siano significativamente care, quindi in teoria non c’è più grande convenienza ad acquistare titoli azionari. Tuttavia, ci troviamo in un contesto in cui nonostante tutto il mercato continua a salire toccando nuovi record, ma quello che potremmo chiederci è: fino a quando continuerà il rally?

Dall’altro lato, invece, la volatilità ci dà un’idea su quale possa essere il costo di uno strumento di copertura. Osservando l’indice Vix, dal grafico sopra rappresentato in arancione, possiamo vedere come nel corso dell’ultimo mese sia sceso significativamente, a differenza dell’S&P 500 che ha proseguito il suo trend positivo. E un aspetto importante da considerare è che quando la volatilità è bassa, gli investitori possono avere la possibilità di acquistare degli strumenti che permettono di proteggersi dagli eventuali ribassi di mercato a un costo contenuto.

Noi riteniamo che a oggi ci siano ancora delle buone ragioni per continuare ad avere un atteggiamento rialzista sull’azionario (quantomeno nel breve termine), poiché le banche centrali sono accomodanti, la crescita dei profitti rimane tutto sommato solida e vi è un certo ottimismo per un avvicinamento tra Usa e Cina per quanto riguarda i rapporti commerciali. Quindi, puntare sull’azionario per dare valore al proprio patrimonio, seppur con attenzione, potrebbe essere ancora la scelta giusta. Al tempo stesso però, alla luce delle considerazioni fatte sulla volatilità, per chi non l’avesse ancora fatto, si potrebbe ragionare sulla possibilità di inserire una protezione in portafoglio a basso costo. Queste considerazioni in passato ci hanno permesso di scegliere i momenti in cui gli strumenti di copertura avevano costi bassi, in maniera tale da incidere limitatamente sulla performance del portafoglio.

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