Mercati – Fase di consolidamento

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di Redazione 11 Novembre 2009 | 08:00
Il leggero profit taking avvenuto ieri sui mercati ha aiutato il dollaro a mantenersi sostanzialmente stabile contro tutte le major currencies.

La mancanza di dati importanti (scommettiamo però che anche se ce ne fossero stati sarebbe cambiato poco) e il Veteran’s day negli Stati Uniti hanno fatto si che la giornata di ieri sia stata una delle sedute di trading più tranquille degli ultimi tempi. Per portare un esempio, le borse hanno chiuso fondamentelmente invariate mentre nessuno dei rapporti di cambio principali si è mosso più dello 0.5%. Se compariamo tali movimenti all’1.5%-2% di lunedì, capiamo come la riduzione di volatilità stia riflettendo una fase di consolidamento dopo i dati sulla disoccupazione americana venerdì e dopo il G20 del week end. Ed i mercati stanno consolidando intorno a livelli importanti: 1.5000 EurUsd, 80 dollari al barile per il petrolio, 1.100 dollari per l’oro e 1.100 punti per lo S&P.
L’evento più importante di oggi sarà il Quarterly Inflation Report che verrà rilasciato alle 10.30 GMT dalla BoE: come spiegavamo, dopo l’aumento del Quantitative Easing avvenuto nell’ultimo meeting, sarà interessante notare come reagirà il pound inglese alle notizie circa l’inflazione. Qualsiasi riferimento pro inflazione pensiamo possa far guadagnare la sterlina in virtù del fatto che potrebbe far intendere dei rialzi dei tassi. Se a questo aggiungiamo il fatto che, dopo la notizia (se così si può chiamare) della possibilità di downgrading del rating sovrano da parte di Fitch qualora venissero aumentati gli stimoli, la sterlina fondamentalmente non ha perso valore, si rafforza in noi l’idea che nel medio periodo essa possa recuperare valore contro tutte le altre valute.
Passiamo alla consueta analisi tecnica dove notiamo la grande incertezza sul cambio eurodollaro. Per la terza volta in tre giorni abbiamo assistito al test del livello di resistenza di 1.5020 (osservate il grafico a 15 minuti) con un conseguente ritracciamento, alla mancata rottura, sino ad un minimo di 1.4937. L’idea per le prossime ore è di prestare una particolare attenzione di nuovo a questo livello così importante, dato che gli stocastici scarichi possono lasciare intendere un nuovo tentativo di rottura.


                                      EurUsd – grafico 15 min

Ancora una volta nulla di nuovo da segnalare sul cambio UsdJpy. Il cambio nella notte è arrivato molto vicino al livello di supporto di 89.18, raggiungendo 89.29, rientrando poi nella consuetudine degli ultimi giorni. Attenzione nell’immediato al livello di resistenza a 89.95, venutosi a creare con la trendline discendente con origine il 4 novembre scorso.
Passiamo alla sterlina dove troviamo una grande stabilità nei confronti della moneta unica. Ci troviamo in questo momento equidistanti dai due livelli da tenere in considerazione per la giornata di trading: 0.89 figura a 0.9010.
Se osserviamo invece il cambio con il biglietto verde notiamo, negli ultimi giorni la creazione di una configurazione a triangolo che fornisce due livelli interessanti per le prossime ore: stiamo parlando di 1.6660 come supporto e di 1.6750 come resistenza. La rottura di uno dei due livelli, stando alla teoria, potrebbe produrre un’accelerazione di almeno 200 punti e, nel caso di un rialzo, portare quindi il cambio nei pressi della grande resistenza, in area 1.70 figura.
Oramai il cambio EurChf è un cambio fisso, ci sono giornate in cui il range operativo è racchiuso in 25 pips… in ogni caso continua a rimanere valido l’invito a considerare 1.5080 come grande livello di supporto.
La grande stabilità dell’euro e l’immobilità dell’eurofranco, stanno ovviamente producendo effetti simili sul cambio UsdChf. Siamo da lunedì al di sotto di 1.01 figura e molto prossimi all’importantissimo supporto di 1.0035.
In generale è chiaro che, sul mercato, manchi davvero poco che le cose possano cambiare radicalmente.

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