Obbligazioni: “Auditel” al top per la Rai

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Avatar di Carlo Aloisio 29 Novembre 2019 | 09:29

Trend ancora positivo per i listini azionari, con Wall Street che lavora a mezzo servizio per il lungo ponte del giorno del ringraziamento, ma che riesce comunque ad aggiornare il nuovo massimo storico.

Sui listini però pesa ancora la mancanza di notizie e tempistiche sugli accordi Usa-Cina e con Wall Street chiusa, il presidente Trump ha firmato un documento a favore dei dimostranti di Hong-Kong, provocando una dura reazione della Cina. I riflessi negativi si sono sentiti sui listini internazionali e sono ripresi gli acquisti sui cosiddetti “beni rifugio”.

A Piazza Affari è prevalso nelle ultime sedute qualche presa di profitto dopo il rialzo, con alcuni titoli sotto pressione, in particolare Atlantia, tornata al centro degli attacchi politici dopo la rinuncia al dossier Alitalia e le problematiche di manutenzione stradale dopo la vicenda del ponte Morandi e degli ultimi giorni di maltempo, riportando sul tavolo la revoca possibile della concessione autostradale, con conseguenti oscillazioni sul titolo.

Sul fronte macroeconomico ci sono stati segnali positivi sull’andamento americano, con il Beige Book che evidenzia un miglioramento del settore manufatturiero; attendiamo i prossimi che in genere sono il vero termometro dell’economia, con i numeri sugli acquisti “black Friday” e natalizi, dopodichè si potranno individuare le prime mosse della Fed per il 2020.

I bond governativi sotto i riflettori

Settimana molto importante con le aste di fine mese e probabilmente le ultime per il 2019, in quanto generalmente il Tesoro annulla quelle di metà dicembre; dovremo attendere qualche giorno per vedere se la tradizione verrà rispettata anche questa volta.

Successo per i collocamenti con il BOT a sei mesi che ha registrato il tutto esaurito. I rendimenti restano in territorio negativo a -0.215%, praticamente in linea con il -0.213% dell’asta di fine ottobre. Sulla curva più lunga sono stati collocati tutti i cinque miliardi offerti ma con rendimenti in rialzo che hanno influenzato lo spread salito a quota 162 dopo il risultato delle aste.

Nello specifico i 2.25 miliardi di Btp 0.35% febbraio 2025 (codice Isin IT0005386245) sono stati collocati allo 0.64% in rialzo di 0.21% rispetto alla precedente; riguardo i 2,75 miliardi di Btp 1.35% aprile 30 (Isin IT0005383309) sono stati collocati all’1.29%, in rialzo di +0.23% rispetto alla precedente asta.

750 milioni è l’importo dei Ccteu gennaio 2025 (IT0005359846) con rendimento finale del 0.71%.

Positivo il trend per i titoli di Atene, infatti questa settimana la Grecia ha provveduto al rimborso anticipato di 2.7 miliaradi di euro al Fondo Monetario Internazionale, denaro che le era stato prestato nel corso dei primi due bailout del 2010 e 2012. Grazie a questa operazione, Atene risparmierà 70 milioni circa di interessi all’anno.

Le nuove obbligazioni corporate sotto la lente

A farla però da padrone sono state ancora le emissioni corporate, tutte collocate con successo e sempre con domande superiori alle offerte, permettendo così agli emittenti di abbassare i rendimenti.

Sugli schermi degli operatori è poi andato in onda il collocamento di un titolo radiotelevisivo. L’”Auditel” degli investitori era già a livello soddisfacente durante il road show di presentazione, ma l’azienda ha avuto maggiore soddiafazione durante il collocamento con richieste che hanno superato i 2,6 miliardi di euro a fronte di 300 milioni offerti. nello specifico del titolo, la Rai ha collocato un bond con scadenza cinque anni (Isin XS2089322098). L’emissione, ha un rendimento pari al tasso midswap di riferimento più 165 punti base ed una cedola a tasso fisso pari a 1.375%. Il prezzo di emissione del bond è stato a 99.823, taglio minimo di 100mila euro con muiltipli di mille e rating Baa3. Il titolo ha ben performato nel grey market successivo, con prezzi saliti in area 100.30.

Altro deal di successo per Iccrea Banca, la capogruppo del gruppo bancario cooperativo Iccrea, si affida al mercato per fare funding e collocare il suo primo bond da quando si è costituita come gruppo bancario lo scorso marzo. L’obbligazione da 400 milioni di euro di tipo subordinato Tier 2 è stata pienamente assorbita dal mercato con richieste che hanno toccato i 550 milioni di euro. La forte richiesta ha consentito all’emittente di restringere le condizioni dall’iniziale rendimento del 4.25% al 4.125%. L’emissione ha scadenza a dieci anni richiamabile dal quinto anno quando la cedola da fissa diventa variabile. Isin XS2084827935 e taglio minimo di 100mila euro con muiltipli di mille, rating BB- da Fitch.

Sogefi, società di componentistica per autoveicoli del gruppo Cir, ha collocato presso investitori italiani ed europei un prestito obbligazionario di importo pari a 75 milioni di euro. Il prestito ha una cedola fissa annuale del 3%, maturerà a novembre 2025 consentendo alla società di allungare le scadenze del debito e diversificare ulteriormente le proprie fonti di finanziamento. Isin XS2083155791 con taglio minimo da 100mila euro con muiltipli di mille.

Boom di ordini per il primo “sustainability bond” collocato da Intesa San Paolo. L’emissione a 5 anni, con scadenza 4 dicembre 2024, da 750 milioni di euro, ha riscontrato domande oltre 3.6 miliardi. Per quanto riguarda il rendimento è stato fissato a 100 punti base sopra il tasso midswap, che si confronta con indicazioni inziali di 120-125 punti base sulla stessa curva, poi riviste a 100-105. La cedola è pari a 0.75%. Il primo sustainability bond di Intesa San Paolo è destinato a sostenere i finanziamenti concessi dalla banca nell’ambito del plafond da 5 miliardi di euro dedicato alla circular economy, lanciato lo scorso anno. Isin XS2089368596 con taglio minimo da 100mila euro con muiltipli di mille.

Molta richiesta anche per Tamburi Investment Partners che ha collocato un’obbligazione quinquennale da 300 milioni di euro. Il prezzo di emissione è stato fissato a 99.421 con cedola fissa annuale del 2.5%. Il bond non ha rating. L’operazione ha la finalità di dotare il gruppo di ulteriori risorse finanziarie in modo tale da favorire la prosecuzione della politica di investimenti in imprese eccellenti che desiderano accelerare i propri percorsi di sviluppo e rimborsar il prestito obbligazionario da 100 milioni in scadenza ad aprile 2020. Anche in questo caso l’iniziale guidance del 3% di rendimento è stata rivista al 2.625% con prezzo d’emissione a 99.421 e taglio minimo 100mila euro con muiltipli di mille (Isin XS2088650051). Il prezzo nel grey market è salito di quasi un punto.

Tra i finanziari si fanno contenti i retail, con la tedesca Commerzbank AG che ha collocato un bond senior preferred a tasso fisso dell’ammontare di 500 milioni di euro. Il bond (Isin DE000CZ45VC5) paga una cedola annua fissa dello 0.50%, prezzo di emissione 99.671 per un rendimento a scadenza dello 0.548%, lotto minimo mille euro con multipli di mille e rating A1.

UBI Banca ha collocato un’emissione dell’ammontare di 20 milioni di euro, si tratta di un social bond a favore del Banco Alimentare.

Mediobanca ha emesso obbligazioni senior in dollari per un controvalore di 40 milioni, attraverso la controllata Che Banca. Il bond ha scadenza 12 dicembre 2022 e corrisponde annualmente, a partire dal 12 dicembre 2020, una cedola fissa dell’1.70%. Poiché l’emissione avverrà alla pari, il rendimento coinciderà in un primo momento con il tasso cedolare.

Le nuove emissioni estere

L’Angola ha emesso due obbligazioni di stato in dollari per un controvalore di tre miliardi, riscuotendo un notevole successo sui mercati finanziari, dove gli ordini si sono attestati complessivamente a otto miliardi, quasi il triplo dell’importo offerto. Due le tranche: una a 10 anni con cedola dell’8% rivista dall’8.25% inizialmente ipotizzato; la seconda a 30 anni con cedola 9.125%, anch’essa rivista al ribasso dalla guidance iniziale del 9.375%. Le agenzie di rating giudicano il debito della terza più grande economia africana a livello B-/B3.

La Cina è tornata ad emettere obbligazioni in dollari e lo sta facendo per un importo di sei miliardi, che è suddiviso in quattro tranche. La prima con scadenza 2022 per 1.5 miliardi e cedola del 1.875% (XS2084424063), la seconda per due miliardi con scadenza 2024 e cedola 1.95% (Isin XS2084424493), due miliardi su scadenza 2029 e cedola 2.125% (XS2084425110), infine 500 milioni a scadenza 2039 con cedola 2.75% (XS2084425623). Pechino aveva emesso nel 2017 per la prima volta dal 2004 titoli di stato in dollari per un controvalore di due miliardi e nel 2018 aveva bissato con altri tre miliardi.

Dopo mesi di tensioni sui mercati e la crisi dell’acciaio, Tewoo Group, colosso cinese del settore, costringerà i suoi obbligazionisti in dollari a scegliere tra dure perdite o un non meno duro processo di ristrutturazione dei titoli del debito per 1.25 miliardi. La società imporrà un taglio nominale dei bond fino al 64%, a cui i creditori potranno sfuggire solo accettando dilazioni dei pagamenti e tagli sostanziosi alle cedole.

A cura di Carlo Aloisio, Senior Broker presso Unicredit, per Itforum.it

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