Stime economia italiana: Cfa Sentiment Index positivo per il 3° mese consecutivo

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di Gianluigi Raimondi 2 Dicembre 2019 | 15:30

Gli investitori professionali italiani certificati CFA® sono positivi sulle prospettive dell’economia domestica: il “Sentiment Index” registra un valore pari a +6,5, positivo per il terzo mese consecutivo. Nel dettaglio delle principali asset class, i tassi di interesse sono previsti in ascesa sulla parte lunga delle curve dei rendimenti, mentre vi sono aspettative di rialzi sui mercati azionari europei. Il dollaro USA è atteso deprezzarsi contro euro dagli attuali livelli mentre si ipotizza un rialzo del petrolio dalle attuali quotazioni.

Al sondaggio mensile, svolto da Cfa Society Italy, hanno partecipato 34 professionisti con certificazione CFA® e membri dell’Associazione tra il 20 ed il 30 novembre 2019. Il risultante “Sentiment Index” si mantiene positivo a +6,5.

L’andamento del Cfa Sentiment Index

“L’indagine evidenzia un clima generale di cauto ottimismo dove le prospettive per l’andamento dell’economia globale rimangono complessivamente positive – afferma Tommaso Cappuccio, CFA –  Il tema di principale attenzione rimane la guerra commerciale. Per l’Area Euro e per gli USA il sentiment degli operatori è nettamente positivo e in miglioramento a differenza dell’Italia dove, pur mantenendosi in territorio positivo è leggermente peggiorato. La valutazione delle condizioni macroeconomiche attuali è estremamente ottimista per gli Stati Uniti e lievemente negativa per l’Eurozona. Per l’Italia lo stato attuale della congiuntura economica è invece considerato negativo”.

“Gli operatori si attendono una ripresa dell’economia a livello globale, come dimostrato dall’innalzamento della curva dei tassi sia a breve sia nel lungo termine. Tale movimento della curva può dipendere da due fattori: (i) fiducia da parte degli operatori in una stabilizzazione/progresso della crescita, (ii) aspettative di rialzo dell’inflazione. Per l’Italia la situazione è un po’ differente in quanto il rialzo dei tassi di interesse, soprattutto a breve, potrebbe essere imputabile al rischio derivante dall’incertezza politica. In Europa dove la crescita rimane per certi versi anemica per i tassi di interesse a breve si prevede una diminuzione”.

“Negli USA gli operatori propendono per una curva dei rendimenti in cui l’aumento dei tassi a breve è maggiore dell’aumento dei tassi a lungo. Le ragioni alla base di tale movimento sono: da un lato il rinnovato ottimismo nei confronti della crescita nei prossimi mesi, dall’altro ragioni puramente tecniche con gli operatori che approfittano del differenziale di rendimento tra l’Area Euro e gli USA con il dollaro americano che continua a essere supportato dalla forza dell’economia americana e dei consumi”.

“L’inflazione è prevista al rialzo a livello globale sia per ragioni di domanda sia per un atteso incremento del prezzo del petrolio derivante da aspettative di indebolimento del biglietto verde. L’economia domestica USA continua a mostrare un certo vigore come testimoniato dai consumi e dal buono stato di salute del mercato del lavoro”.

“In tale contesto tuttavia gli operatori si attendono un indebolimento del dollaro nei confronti dell’Euro e un apprezzamento della valuta unica rispetto allo Yen”.

“Nonostante il sentiment positivo per i mercati azionari, le aspettative sono per un rialzo generalizzato da qui a sei mesi, la view a livello settoriale per il mercato italiano non è molto confortante. Ci si attende infatti un miglioramento della redditività soltanto per i settori assicurativo, petrolifero (coerentemente con il rialzo del petrolio) e utilities. Per i settori più ciclici invece come bancario e industriale è atteso un peggioramento” conclude Cappuccio.

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