Svizzera-Italia a colpi di spot

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di Redazione 16 Novembre 2009 | 11:00
Il vero problema della Svizzera è la disinformazione. In risposta allo scudo fiscale italiano, che obbliga al rimpatrio dei capitali detenuti nei Paesi considerati non collaborativi, l’Associazione bancaria ticinese (ABT) ha risposto con una campagna pubblicitaria sul segreto bancario.

di Giacomo Berdini
  Il direttore dell’associazione Franco Citterio (nella foto) ha dichiarato che, di fronte all’impennata di richieste di rimpatrio pervenuta ad ottobre dai clienti italiani, “ci si adopera per promuovere il rimpatrio giuridico in luogo di quello effettivo, possibile grazie al fatto che la Confederazione Elvetica non si trova più nella lista nera dell’Ocse”, fatto di cui, assicura l’associazione, non tutti i clienti sono al corrente, anche perché l’Italia non si è adeguata ai parametri internazionali.
Il segreto bancario, hanno più volte spiegato i portavoce dell’Associazione Bancaria Ticinese, vieta sì agli istituti di credito di divulgare informazioni relative alla clientela, ma non impone affatto un assoluto veto alla collaborazione con le indagini di altri paesi.
In risposta quindi all’atteggiamento italiano, considerato “scorretto”, la Svizzera tenta di mantenere i capitali sul suolo nazionale e, anche sui quotidiani italiani, cominciano ad apparire le prime pubblicità che “reclamizzano” la funzionalità del segreto bancario elvetico, illustrando i vantaggi offerti dalla pratica del rimpatrio giuridico e delle opportunità che possono derivare dalla detenzione dei capitali in conti svizzeri.
Il Centro di Studi Bancari (CSB), nato su iniziativa della stessa ABT per rispondere alle esigenze di formazione del sistema bancario ticinese, è attualmente impegnato in una campagna di informazione.
“Scudo Fiscale: Che cos’è il rimpatrio giuridico?”, s’intitola la pubblicità apparsa sulle maggiori testate italiane, cui segue brevemente una vera e propria delucidazione sulla pratica del rimpatrio giuridico, corredata da una presentazione del Centro specializzato nell’elaborazione di percorsi formativi su misura.
Più che vendere un prodotto, come specificato dall’ABT, si sta tentando di informare la clientela; la Svizzera vuole far capire ai contribuenti italiani che la via imposta dal Governo non è l’unica percorribile.

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