Patti Chiari sulla carta

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Avatar di Redazione 16 Novembre 2009 | 12:00
Nato in Italia nel 2003, “PattiChiari” è il Consorzio di banche italiane che si è posto l’obiettivo di offrire ai cittadini strumenti per capire i prodotti finanziari e scegliere quelli più adatti alle proprie esigenze.

di Antonio Petta

Il sito www.pattichiari.it è continuamente aggiornato e propone spesso iniziative locali interessanti. Ad esempio in questi giorni a Milano, presso la sede del Corriere della Sera, si sta svolgendo la prima edizione della “Settimana dell’educazione finanziaria” dedicata alle scuole secondarie di primo grado.
Con i suoi programmi di educazione finanziaria PattiChiari aiuta i cittadini ad effettuare scelte consapevoli in materia economico- finanziaria.
Nel nostro Paese una cultura finanziaria diffusa è ancora un obiettivo da acquisire: il livello medio di cultura finanziaria in Italia è pari a 3,5 punti (su una scala da 1 a 10).
La sezione “Info-educativa” affronta alcuni importanti temi finanziari, come il rapporto rischio-rendimento e la diversificazione del rischio.
Ampio spazio viene riservato ai servizi di investimento e alla spiegazione delle caratteristiche dei principali strumenti finanziari diffusi sul mercato come le obbligazioni, le azioni, le quote di fondi e gli strumenti derivati.
La sezione “Investimenti Informati” fornisce informazioni anagrafiche e di rischio relative a circa 2000 titoli obbligazionari.
Date le finalità del sito, prevalgono le emissioni degli Stati, delle sovranazionali, ecc., ma sono presenti anche numerosissimi bonds corporate.
La “Ricerca titoli” fa riferimento ad un database di obbligazioni e titoli di Stato semplici e diffusi presso i risparmiatori, con le seguenti caratteristiche:
– essere titoli semplici, cioè non strutturati;
– essere titoli circolanti in Italia (come da rilevazioni Banca d’Italia);
– essere denominati in euro;
– essere emessi nei paesi sviluppati;
– essere quotati su mercati ufficiali.
Le informazioni di rischio dei titoli sono espresse sotto forma di indicatori finanziari quali:
– il Rating (long term) fornito dall’agenzia Moody’s, e un indice di insolvenza (perdita attesa ad 1 anno) per la rilevazione della componente rischio credito;
– il VaR e la durata media finanziaria (Duration) per la misurazione dei rischi di mercato.
I valori giornalieri degli indicatori di rischio sono rappresentati attraverso “termometri” di rischio, mentre l’andamento nel tempo degli stessi indicatori attraverso grafici andamentali a 3/6 e 12 mesi.
La base dati sottostante al motore di ricerca viene aggiornata quotidianamente con dati forniti da provider esterni specializzati. L’utente può accedere all’informativa sulle obbligazioni, attraverso una ricerca per titolo o una ricerca avanzata. E anche se tra gli investitori ha pesato, soprattutto nella seconda metà del 2008 il mancato tempismo di PattiChiari su Lehman Brothers, passata la tempesta sembra tornata la voglia di informazioni e la scelta di affidarsi ancora la consorzio guidato da Filippo Cavazzuti (nella foto).

Questo e altri articoli li puoi trovare su Soldi,
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