Commodities in auge

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di Redazione 18 Novembre 2009 | 08:34
Commodities: apriamo il report di stamattina proprio dall’investimento più gettonato degli ultimi tempi.

Le commodities, del resto, sono solitamente correlate direttamente con il tasso di inflazione (CPI) e quindi man mano che si prospetta l’uscita dal Quantitative Easing e dai programmi di credit easing (quindi man mano che l’inflazione dovrebbe gradualmente risalire) anche le commodities dovrebbero riprendere quota. Dunque ci svegliamo stamani con un rialzo in petrolio e oro.

Il rischio climatico è notevole in questa parte dell’anno nel golfo del Messico, ed è uno dei “fondamentali” da tenere d’occhio per chi vuole capire i movimenti del petrolio. Domanda ed offerta, ma anche produzione, scorte, ed erosione di tali per via di uragani o altri eventi naturali. Il petrolio quest’anno si è elevato del 79% su basi cicliche, ma anche su preferenze degli investitori di detenere un’attività più remunerativa del greenback. Ma anche l’oro non scherza: siamo veramente a livelli vertiginosi: $1138 all’oncia? Ma c’è veramente qualcuno che fa ancora acquisti in gioielleria? 

Parliamo anche di questo Yuan e della speculazione sulla sua trasformazione in cambio fluttuante: il presidente Obama non è riuscito a convincere Hu Jintao dei benefici di una valuta flessibile e quindi ancora si mantiene il cambio amministrato. In Cina, del resto, si è convinti che la stabilità della valuta abbia facilitato la ripresa economica. Ma forse è più una scusa per mantenere un vantaggio decisivo nelle ragioni di scambio e quindi poter esportare prodotti a basso costo importando invece capitale che serve agli ingranaggi del sistema finanziario cinese.

Finalmente parliamo dei dati americani di ieri: dati misti, prezzi alla produzione in rialzo dello 0,3% in totale, ma depurati del paniere energetico sono scesi dello 0,6% sul mese. La produzione industriale è sempre in territorio positivo (se 0,1% può essere incoraggiante) ma in riduzione rispetto al dato precedente (+0,6%). Il dato più interessante quindi è stato il Net Tic Flows (acquisti di attività finanziarie denominate in dollari da parte di stranieri) che ha mostrato un aumento notevole degli acquisti di obbligazioni americane. C’era da aspettarsi altro? Tassi bassi, capitale praticamente a tasso zero: per chi deve finanziarsi è il massimo.

EurUsd – grafico 60 minuti

Passiamo all’analisi tecnica osservando con attenzione il rapido ripiegamento dell’euro, nei confronti del biglietto verde, iniziato nella mattina di ieri. La discesa ha avuto una grande utilità, in quanto per l’ennesima volta è stata provata la rottura del livello di supporto a 1.4820, senza aver assistito ad un’accelerazione della discesa. Questo non fa altro che confermare una volta di più quanto il livello sia considerato dagli operatori, imponendo una grande attenzione ad un nuovo avvicinamento. Ripetiamo quindi che i due livelli critici rimangono 1.4820 e 1.5060, notando, su un grafico a 60 minuti, che gli stocastici bassi potrebbero favorire un recupero nell’immediato sino a 1.4930.

Troviamo una configurazione esattamente speculare sul cambio UsdChf (non potrebbe essere altrimenti data la totale assenza di movimento del cambio EurChf). In questo caso i due livelli all’interno del quale è confinato il cambio sono 1.0035 e 1.02 figura.
Sul cambio UsdJpy abbiamo visto una definitiva rottura ribassista di 89 nella notte. Lo scenario tecnico sembra non lasciare dubbi per un tentativo di avvicinamento al minimo di 88 figura, nelle prossime ore. Consideriamo ancora, come consigliato ieri, il livello di 90.30 come punto di negazione del movimento ribassista e cambiamento del trend di fondo.

La discesa dell’euro e del UsdJpy hanno contagiato l’EurJpy, giunto da 134.30 a 132.40 in poco più di una giornata di scambi.  È da porre attenzione ad un’eventuale superamento di quest’ultimo, in quanto nessun altro livello è presente prima di 131.70 e 131 figura.
Il cable appare ancora indirizzato al raggiungimento del massimo dell’anno ad 1.7040: nel breve però deve fare i conti con una resistenza a 1.6875, il doppio massimo degli ultimi due giorni e con il supporto di 1.6750.

La trendline inferiore di supporto del movimento di rialzo dal minimo del 13 ottobre, a 1.5710, passa nelle prossime ore a 1.6690 (data però l’inclinazione positiva della stessa il livello di supporto cambia di circa 35 punti in un giorno).

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