Non farm payrrols, sorpresa positiva a novembre: +266mila posti di lavoro

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di Stefano Fossati 6 Dicembre 2019 | 15:30

A cura di Filippo Diodovich, senior market strategist di IG

L’US Bureau of Labor Statistics (Bls) ha comunicato che, nel mese di novembre, sono stati creati, nei settori non agricoli, 266mila nuovi posti di lavoro, ben superiori rispetto alle attese del consensus (+183mila). Il tasso di disoccupazione è sceso dal 3,6% al 3,5% (consensus 3,5%).

Riviste fortemente al rialzo le cifre dei mesi scorsi (+41mila posti di lavoro rispetto alle stime precedenti). Il dato di settembre è stato rivisto a +193mila (da +180mila), quello di ottobre a +156mila (da +128mila).

Il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 12,0%, la disoccupazione donne al 3,2%, dei bianchi al 3,2%, degli afroamericani al 5,5%, degli asiatici al 2,6% e degli ispanici al 4,2%. Su base mensile i salari sono saliti dello 0,2% (consensus +0,3%), su base annuale sono saliti del 3,1% (aspettative +3,0%).

Valutazione e impatto sul mercato

Cifre fortemente positive quelle sul mondo del lavoro statunitense che hanno avuto un impatto significativo sull’andamento del biglietto verde sui mercati valutari. Molto bene la creazione di posti di lavoro salita nuovamente sopra i 200mila impieghi. E grazie alle revisioni positive dei mesi precedenti la media di nuovi impieghi creati dall’amministrazione Trump degli ultimi 3 mesi è stata pari a 205mila nuovi posti di lavoro. Una media sopra 200mila è uno degli obiettivi più ambiziosi da parte della Federal Reserve.

Il dollar index, indice che misura la forza della valuta statunitense nei confronti delle valute internazionali, ha evidenziato un forte rialzo da 96,90 e 97,20. Da tenere conto che per tutto il mese di dicembre aveva registrato un ribasso da 98 punti a 97 sulla scia dei timori di un non accordo sulla guerra commerciale. Il cambio euro/dollaro ha registrato una flessione di 30 pips da 1,11 a 1,1070.

Dopo il dato sono aumentate notevolmente le probabilità di una Fed immobile sui tassi. Riteniamo che l’atteggiamento del governatore della Fed Jerome Powell di “wait and see” possa essere mantenuto per lunghissimo tempo con i tassi di interesse sui livelli attuali.

Conferme arrivano dallo stesso mercato che ha cambiato le proprie aspettative sull’andamento dei tassi d’interesse della Fed nel 2020. L’andamento dei Fed Funds suggeriva prima della pubblicazione dei Nfp una probabilità di un nuovo taglio dei tassi nell’estate 2020. Dopo i brillanti dati macroeconomici sul lavoro i mercati scontano con una probabilità superiore al 50% che la Fed possa scegliere di abbassare il costo del denaro solamente a fine 2020.

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