Juventus, l’aumento di capitale pesa più della Champions

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di Stefano Fossati 11 Dicembre 2019 | 10:47

Non basta il passaggio del turno alla Juventus Fc (1,7 miliardi di capitalizzazione in borsa) per riprendere slancio in Borsa. In attesa del sorteggio degli ottavi di finale (lunedì prossimo, 16 dicembre), il titolo bianconero oscilla tra 1,26 e 1,27 euro per azione a Piazza Affari (-1% circa), col diritto che cade a 10,4 centesimi (-8,8%) dopo la prima ora di contrattazioni in cui sono stati scambiati poco meno di 2 milioni di azioni e oltre 6,5 milioni di diritti.

Proprio l’aumento di capitale da 300 milioni di euro avviato il 2 dicembre e al quale si può aderire, esercitando i diritti (che saranno scambiati in borsa sino alla chiusura della seduta di domani, 12 dicembre), entro il 18 dicembre pena decadenza, limita le possibilità di movimento del titolo. L’operazione non presente rischi d’esecuzione, visto che sarà sottoscritta pro-quota (63,8%) da Exor ed è comunque garantita da un pool di banche (Bnp, Paribas Goldman Sachs, Mediobanca e Unicredit) per quanto riguarda l’assorbimento dell’eventuale inoptato.

Va tuttavia valutato, per chi avesse il titolo, se conviene o meno aderire all’aumento, che ha visto offrire in opzione agli azionisti di 8 nuove azioni ogni 25 già possedute, al prezzo di sottoscrizione di 93 centesimi l’una. Gli azionisti che non volessero aderire all’operazione e preferissero cedere i diritti prima della scadenza, si vedrebbero infatti diluire la propria partecipazione sino ad un massimo del 24,24% come indicato nel prospetto dell’operazione.

Al momento dell’avvio dell’operazione il titolo Juventus valeva (in termini rettificati) 1,271 euro e ogni diritto 0,1091 euro: a stamattina il titolo ha ceduto circa l’1,5%, il diritto quasi il 5,5%. In base al rapporto di assegnazione ogni mille titoli si sono avuti mille diritti utili a sottoscrivere 320 nuove azioni. Esercitando i diritti si spenderebbero 298 euro per ottenere 320 nuovi titoli, ritrovandosi con 1320 azioni che ad oggi valgono 1.6550-1.660 euro complessivamente (la stessa cifra che si dovrebbe spendere per comprare 1320 titoli in borsa stamane).

Vendendo i mille diritti si incasserebbero invece circa 103 euro, cifra con cui è possibile stamane acquistare solo 82 euro, proprio perché il diritto ha perso più terreno dell’azione in questi giorni. Se poi a operazione conclusa Juventus Fc dovesse confermarsi su questi livelli o recuperare ulteriore terreno, ad esempio avanzando ulteriormente in Champions League o in campionato e migliorando fatturato e margini (nell’ultima relazione finanziaria al 30 giugno la società bianconera ha indicato ricavi per 621,5 milioni, una perdita netta di quasi 40 milioni e 463,5 milioni di debiti finanziari netti), avvicinandosi al target price di consenso attualmente fissato a 1,52 euro, aver sottoscritto l’operazione potrà rivelarsi una scommessa vincente.

Il giudizio degli analisti sul titolo Juventus Fc

Data l’elevata volatilità dei risultati economici, che per i titoli sportivi come la Juventus Fc si legano sia ai risultati sportivi sia alle strategie di marketing e alla gestione dei diritti televisivi, non è naturalmente detto che debba andare così per forza. Non a caso anche gli analisti tecnici consigliano cautela e parlano di un trend che resta fortemente negativo a brevissimo termine e neutro/moderatamente negativo a breve/medio termine.

Per chi non fosse già azionista l’alternativa potrebbe dunque essere semplicemente quella di attendere un ulteriore calo delle quotazioni prima di provare a entrare sul titolo, ovvero per i più avvezzi al rischio aprire posizioni ribassiste sfruttando i segnali negativi dati da quotazioni sotto la media mobile lenta e un leggero incremento degli scambi nelle ultime giornate in occasione di un indebolimento delle quotazioni. Qualcosa di più si dovrebbe capire dalla seduta di venerdì, una volta che le contrattazioni sui diritti saranno terminate e con esse la possibilità di arbitraggi tra diritti e azioni.

L’andamento di Juventus Fc in Borsa negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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