Azionario, opportunità in Europa e nei mercati emergenti

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di Stefano Fossati 11 Dicembre 2019 | 14:30

A cura di Manuela D’Onofrio, Responsabile Investments & Solutions di Cordusio Sim

Gli eventi dell’ultimo trimestre del 2019 inducono a guardare al nuovo anno con una moderata fiducia sul fatto che la crescita del Pil globale nel 2020 possa stabilizzarsi al +3,1%, beneficiando dell’attenuazione delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, di politiche monetarie ancora espansive e della possibilità dell’attivazione della leva fiscale nell’Eurozona. Inoltre, primi segnali di ripresa del manifatturiero riducono il rischio di contagio ai servizi, che si mostrano ancora resilienti, e limitano le possibilità di recessione.

Le politiche delle banche centrali, dato il livello molto basso dei tassi, saranno meno efficaci che in passato; è quindi auspicabile il ricorso alla politica fiscale, soprattutto in Europa, per evitare un marcato rallentamento delle economie. La Germania dispone di un ampio margine di manovra fiscale, ma lo stimolo pubblico potrebbe richiedere del tempo per essere attuato.

La locomotiva tedesca potrebbe, nel frattempo, trarre sollievo dall’atteso accordo di Fase 1 che segnerebbe la prima reale tregua nella trade war, la guerra commerciale tra Usa e Cina. Un traguardo che migliorerebbe anche le prospettive per i mercati emergenti e per la Cina, supportando lo sforzo in termini di politiche monetarie e fiscali che il Paese sta conducendo per evitare una decelerazione marcata dell’economia. L’obiettivo, che sarà probabilmente centrato, è di supportare un tasso di crescita del Pil nel range del 6%6,5% e raggiungere così l’obiettivo strategico di raddoppiare entro il 2020 il Pil del 2010.

Per quanto attiene le scelte di portafoglio, il mondo a tassi bassi e a crescita contenuta nel quale ci muoviamo rende l’azionario più appetibile rispetto all’obbligazionario governativo. A livello geografico preferiamo le aree al di fuori degli Usa, come l’Europa e i mercati emergenti. Confermiamo per l’azionario europeo una posizione di sovrappeso. Sui mercati emergenti torniamo ad assumere una posizione di neutralità per l’azionario, mentre manteniamo il sovrappeso per le obbligazioni in valuta forte.

In conclusione, il quadro generale per il 2020 è moderatamente costruttivo, pur rimanendo presenti alcuni importanti rischi politici e macroeconomici.

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