Outlook 2020, come trovare un equilibrio in un mondo non cooperativo

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di Stefano Fossati 12 Dicembre 2019 | 15:45

Il 2019 è stato un anno di rinnovate tensioni protezionistiche, una continua (e infinita?) saga sulla Brexit e una crescita potenziale più lenta, sia nei mercati sviluppati sia in Cina, commentano da Ostrum Asset Management, affiliata di Natixis Investment Managers. Secondo gli esperti di Ostrum AM, il 2020 dovrebbe essere caratterizzato da un certo grado di continuità, poiché la crescita dovrebbe continuare a rallentare e le banche centrali dovrebbero rimanere sempre più accomodanti. In questo contesto, diversificazione rimarrà la parola d’ordine nella ricerca del rendimento.

Recessione improbabile nel 2020, nonostante il rallentamento della crescita

Per Philippe Waechter, Chief Economist di Ostrum Asset Management, “è prematuro puntare su uno shock che potrebbe invertire le tendenze economiche nel 2020”. La recessione del settore manifatturiero – innescata in particolare dalle dinamiche commerciali – sta gradualmente trascinando verso il basso il settore dei servizi, ma una recessione globale non è ancora pienamente evidente. “Detto questo, non ci aspettiamo uno stimolo a livello mondiale simile a quelli decisi nel G20 a Londra nell’aprile 2009 per invertire questa situazione poco brillante”.

Il mondo è oggi meno cooperativo e l’approccio meno coordinato. “Il ruolo della politica monetaria sarà ora quello di mantenere un’impostazione accomodante e contenere i rischi per l’economia, quindi possiamo aspettarci che i tassi di interesse restino bassi per tutto il 2020”, aggiunge Philippe Waechter. Le banche centrali non saranno minacciate dalla ripresa dell’inflazione e la volatilità come indicatore è semplicemente il riflesso delle variazioni del prezzo del petrolio: al di là di questo aspetto, l’inflazione di fondo è destinata a rimanere piatta. Dal 2013 le cifre nell’area dell’euro fluttuano intorno alla soglia dell’1% e questa tendenza riflette principalmente gli aggiustamenti del mercato del lavoro e il calo del potere contrattuale della classe media.

Nel 2020 vedremo una dimensione politica più importante rispetto al 2019, elemento che potrebbe incidere sulle proiezioni degli operatori di mercato. In prospettiva, le elezioni presidenziali americane del 3 novembre 2020 indicano un’ampia gamma di scelte, che riflettono una società più frammentata. Nel frattempo, in Cina la crescita strutturalmente più lenta e gli eventi di Hong Kong potrebbero intaccare il potere di Xi Jinping. Nel vecchio continente, invece, la nuova Commissione europea dovrà imprimere slancio e stimolare la coesione se si vogliono affrontare le tematiche legate alla ricerca di influenza degli Usa e della Cina. Christine Lagarde avrà un ruolo chiave nel promuovere lo slancio in Europa e il suo ruolo comprenderà probabilmente qualcosa di più di un semplice mandato monetario.

Le banche centrali continueranno a smorzare i rendimenti obbligazionari

Nonostante un contesto incerto, i mercati finanziari hanno registrato forti ritorni nel 2019. L’allentamento monetario iniziato a giugno ha spinto gli investitori a rivedere le proprie allocazioni. “Le banche centrali stanno agendo da freno ai rendimenti obbligazionari”, afferma Axel Botte, Global Strategist di Ostrum Asset Management. La domanda di rendimenti elevati rimarrà forte, nonostante un probabile aumento dei tassi di default per il prossimo anno. Nel frattempo, la politica monetaria negli Stati Uniti continuerà ad allentarsi. Il deficit pubblico americano potrebbe spingere ancora più in basso i rendimenti di lungo periodo, ma la Fed sembra destinata a evitare un aumento troppo drammatico dei tassi d’interesse.

“Ci aspettiamo che il debito emergente denominato in dollari sia sostenuto da un certo grado di stabilità dei rendimenti statunitensi, dove riteniamo che il rischio di rialzo sia limitato al 2% nei prossimi dieci anni”. Le azioni, infine, dovrebbero stabilizzarsi su un livello superiore, con valutazioni decisamente più elevate e ora su un livello pari 14x per gli utili 2020. Il divididend yield – che si attesta al 3,5% in Europa – rappresenterà la parte più consistente della performance complessiva degli investitori nel 2020.

2020, un anno di diversificazione

“Riteniamo che la percezione del rischio sarà più bassa nel 2020, soprattutto a causa di indicatori anticipatori che toccano i minimi, della politica monetaria che resterà decisamente accomodante e di un allentamento delle tensioni commerciali, anche se bisogna prestare molta attenzione all’impatto della crisi di Hong Kong”. Tenendo presente questa situazione, Ibrahima Kobar, Deputy Chief Executive Officer e Global Cio di Ostrum AM, si attende che i tassi a lungo termine aumenteranno solo leggermente, soprattutto a causa dell’inasprimento della curva dei rendimenti, con un lieve aumento degli spread creditizi. Nel lungo periodo, tuttavia, i tassi di interesse sono destinati a rimanere bassi e persino negativi nella maggior parte dei paesi europei. Guardando ai mercati azionari, la stabilità dovrebbe essere la parola d’ordine e la volatilità dovrebbe rimanere bassa con l’indice V2X al 13%. L’allocazione suggerita da Ostrum AM prevede quindi un 65% sull’obbligazionario, un 25% sull’azionario e un 10% su attività liquide con l’obiettivo di perseguire il rendimento.

Obbligazioni: “Preferiamo il credito sovrano rispetto al credito investment grade, per fungere da ammortizzatore in caso di scenari negativi. Abbiamo un sovrappeso sul credito BBB e sui sovrani periferici dell’area euro, con l’obiettivo di perseguire il rendimento. Gli acquisti di titoli a breve termine (3-5 anni) saranno utili per contenere l’impatto sulla duration. Infine, nell’ambito della nostra strategia basata sui rendimenti, preferiamo il debito dei mercati emergenti in valuta forte e l’high yield”.
Azioni: “Ci concentriamo sul dividend yield, che offre circa il 3% rispetto allo 0% delle obbligazioni in euro. In Europa, su base valutativa, privilegiamo le azioni a media capitalizzazione e poi le azioni dei mercati emergenti”.
Liquidità: “Nonostante i rendimenti negativi, manteniamo una posizione di liquidità del 10% per cogliere opportunità del primo trimestre, ad esempio prendiamo in considerazione i convertibili in caso di aumento della volatilità, un premio per l’emissione sul mercato primario del credito”.

Ibrahima Kobar conclude spiegando che nel 2020 sarà importante “mantenere un approccio diversificato all’allocazione. Sarà essenziale orientare le riserve di liquidità per sfruttare le opportunità derivanti dalla volatilità, che sarà una componente fondamentale sui mercati nel 2020”.

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