Non cavalcare i massimi

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di Redazione 24 Novembre 2009 | 10:00
Nelle ultime settimane sono giunti segnali contrastanti dai mercati, cerchiamo di capire l’evoluzione di mercato, con l’aiuto del report mensile del team di Nemesis,…

di Biagio Campo

…società di gestione del risparmio nata dalla scissione della divisione di asset management di Lehman Brothers. La view di Nemesis prevede un nuovo rialzo a breve del mercato, ma non consiglia di incrementare le posizioni di rischio, a fronte dei bassi ritorni attesi. Gli ultimi dati economici contrastanti, confermano i dubbi della casa londinese sulla rapidità della ripresa, che tuttavia prevede che la crescita dei mercati continuerà, raggiungendo nuovi massimi entro la fine dell’anno. L’apparente volontà di molti governi a stimolare la crescita rimane il principale sostegno degli indici, tuttavia i disequilibri microeconomici causati dal sostegno statale, portano Nemesis a consigliare di sottopesare le azioni e il mercato del credito. Su quest’ultimo fronte si è testata la tolleranza al rischio e il vix, l’indice della volatilità, è aumentato superando il livello 30 a fine ottobre. I mercati del credito hanno mostrato segnali simili di tensione, senza tuttavia un forte rally per i treasures, che solitamente precede una correzione. I tassi a lungo termine sono tenuti bassi dalla costante domanda di US treasures da parte di istituzioni finanziarie e acquirenti esteri, e non dai fondamentali, primo fra tutti il rapporto debito pubblico e prodotto interno lordo. Il credito offre ancora valore su base storica e relativa, tuttavia ai suggerisce un alleggerimento delle posizioni, ma di approfittare di una nuova fase di volatilità, da sfruttare attraverso un’ampia diversificazione geografica e settoriale. L’azionario non rischia un nuovo tracollo, ma sta piuttosto andando incontro a una fase di stabilizzazione, che tuttavia non esclude fluttuazioni di volatilità, per questo si consiglia di sottopesare il settore. Sull’oro Nemesis è ottimista; dopo il recente record superato e l’aumento della preoccupazione sulla sostenibilità di alcune valute mondiali, sembra non esserci limite superiore al prezzo. A spingere il prezzo dell’oro sono stati gli acquisti difensivi da parte degli investitori, la debolezza del dollaro, lo squilibrio dei conti Usa, con il rapporto debito Pil ai livelli del 1950, e i bassi tassi di interesse.

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