L’Oracolo – Robin Hood è un perdente

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di Matteo Chiamenti 24 Novembre 2009 | 16:15
Strane visioni dal mondo della finanza. Una storia tedesca ci spiega come il mondo moderno non sia un paese per romantiche refurtive..

La società si culla di favole, sogni e eroi, ma poi si nutre con i loro cadaveri. Qua si usa la faccia bella altrui e si premia il proprio stomaco, ci si mostra ribelli nascondendo il pugnale dentro una stretta di mano, si applaudono monumenti al nulla, istituzioni di carta e burattini che si credono imperatori. E guai a prendersela con il giostraio, perché c’è solo da perderci.

La finanza rispecchia tutto ciò; società che si fanno spartana vetrina per accogliere consensi, ma sono pronte a divorarti appena ne palesi i difetti. Palloni gonfiati con i soldi degli altri, le vite degli altri, scarica barile e arraffa meriti per professione. Tanto poi a immolarsi sono sempre gli stessi, quelli fuori dal coro. Erika B. è una di questi.

Si tratta, è vero, di una ladra. Dal dicembre 2003 al febbraio 2005 la 62enne ex direttrice di bamca ha segretamente trasferito da conti correnti “pesanti” a conti “leggeri” ben 7,6 milioni di euro. L’obiettivo della transazioni, 117 in tutto, era evitare la chiusura di alcuni conti in rosso: non appena i clienti “poveri” diventavano nuovamente solventi, ritrasferiva il denaro sui conti “tassati”. Alla fine però, 1,1 milioni sono risultati mancanti. Quel che è certo – scrive la tedesca Bild – è che la Robin Hood tedesca non ha mai intascato un euro per se e adesso ha perso tutto.

E così ora vive con 1000 euro al mese, dati dalla pensione minima, senza immobili né assicurazioni sulla vita. Mentre più in là, a qualche migliaio di chilometri di distanza troviamo l’ex ad Lehman, Richard Fuld, strabordante di soldi (nel 2006 il suo stipendio era di circa 105 milioni di dollari annuali, ma lui ha sempre sostenuto “Ho guadagnato il giusto”), con un Audi blindata e un piccolo esercito come guardia del corpo. Asimmetrie morali e legali. L’ennesimo inno a un mondo nel quale l’unica certezza si chiama idiozia.

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