La FED si espone

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di Redazione 25 Novembre 2009 | 07:59
Per la prima volta, il FOMC ha espressamente dichiarato che la politica a tassi-zero potrebbe essere una componente determinante di questi rialzi nell’azionario; per la prima volta, dunque, la Fed si espone e aggredisce la speculazione, etichettandola come “non-necessaria” e “da monitorare”.

Dal canto nostro, la risposta a queste dichiarazioni: “lo sapevamo già”.

L’avidità guida le decisioni di investimento e quindi anche con fondamentali “dubbi”, dalla primavera scorsa abbiamo visto questo rialzo che solo ora sembra aver trovato un tetto. Mantenendo i tassi così bassi, quindi, si può forse innescare una “moda” nelle posizioni pro-rischio oppure – peggio – uno sganciamento delle aspettative inflazionistiche.

La discesa del dollaro, in tutto ciò, sembra più ordinato. Detto questo, il GDP USA uscito ieri è stato in linea con le attese, ma il dato precedente è stato rivisto da 3,5% a 2,8%; i prezzi delle case sono ancora a ribasso e la disoccupazione ancora cresce.

La risposta più in auge a questi dati, ultimamente, è la seguente: proteggiamoci con l’oro.  Resta vero che il trend è in crescita per l’oro e che lo vediamo sempre più in alto; ma resta anche il dubbio del perché salga così tanto: se gli investitori lo percepiscono come una difesa contro l’inflazione (inflazione? dove?) purtroppo si sbagliano. La correlazione con l’inflazione in realtà è poco robusta, quindi questi rialzi possono “logicamente” essere spiegati solo come mancanza di fiducia in altre attività e timore – utilizzando la protezione psicologica dell’oro come riserva di valore.

E qui in Europa? La BCE sta preparando l’emissione a 12 mesi di obbligazioni, per facilitare il circuito del credito che dalle banche  deve passare alle imprese e ai consumatori. La curiosità sta nel fatto che la BCE sta ipotizzando una emissione a tassi aggiustabili… che sia un segno di futuri rialzi nei tassi? Forse qualche dettaglio lo avremo nel prossimo meeting, il 3 dicembre.

UsdChf – grafico 240 minuti

Come abbiamo detto più volte in questi ultimi giorni, è difficile non ripetersi cercando di analizzare la situazione tecnica del mercato dei cambi.

La configurazione più vicina al cambiamento appare quella del UsdChf: ai prezzi attuali infatti ci troviamo solamente a 30 punti dal più importante livello di supporto, 1.0035. Il posizionamento del mercato a favore del dollaro, deve far guardare con attenzione alla rottura ribassista di quel livello, a causa di potenziali livelli di stop situati al di sotto e, si ipotizza, sino a livelli prossimi la parità. Continua la tendenza rialzista del cambio eurodollaro, di cui conosciamo perfettamente a memoria ogni singolo livello. Ancora una volta 1.50 ed 1.5050 come resistenza e 1.48 figura come livello di supporto. Ciò che è interessante notare è il restringimento sempre maggiore del range di prezzi, con stocastici lenti ancora in territorio neutrale.

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