Un 2020 di sfide per l’orologeria svizzera

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Avatar di Gianluigi Raimondi 27 Dicembre 2019 | 13:30

Grandi sfide attendono l’industria orologiera svizzera nel 2020 a causa delle incertezze geopolitiche: in particolare nell’importante mercato di Hong Kong, dove solo in novembre le vendite sono diminuite del 26,7%, e delle tensioni fra Stati Uniti e Cina.

Come riportato dal sito web della Rsi, l’export del settore nel 2019 ha raggiunto i 21,5 miliardi di franchi, ha dichiarato il presidente della Federazione dell’industria orologiera Jean-Daniel Pasche all’ATS. Un risultato soddisfacente, ha commentato, anche se non ha raggiunto i 22,2 miliardi, record del 2014.

In particolare si osserva come la forbice fra i prodotti di fascia media e quelli di lusso si stia allargando. Se il commercio dei modelli di alta gamma fiorisce, quello relativo alla fascia media sta subendo una notevole pressione sui prezzi. I prodotti fra i 500 e i 600 franchi devono far fronte a una pesante concorrenza, non da ultimo da parte degli smartwatch.

Un 2020 quindi ricco di incognite, ma nonostante tutto che viene guardato con ottimismo da Pasche: il settore è pronto a reagire alle difficoltà investendo nell’innovazione, sia dal punto di vista della tecnica che del design.

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