La Cina rilancia l’economia e sfida Wall Street

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di Gianluigi Raimondi 27 Dicembre 2019 | 12:00

A cura di Wings Partners Sim

La Cina sta cercando di ravvivare l’economia in modo significativo per l’inizio del 2020, attuando una spinta politica ed economica su più fronti, che va da contesti monetari più accomodanti a più libertà negli scambi. L’ultima operazione annunciata è quella di effettuare ulteriori tagli alla quantità di liquidità che le banche devono mantenere come riserve obbligatorie. Strategia monetaria che libererà alcune disponibilità che potranno essere prestate a società del settore privato che hanno lottato durante tutto il 2019 per accedere ai prestiti.

Dopo un anno in cui è stata registrata la crescita economica più lenta degli ultimi 30 anni, iniziano a comparire dati che segnalano modesti segni di stabilizzazione, grazie anche al patto commerciale con gli Stati Uniti che ha evitato un altro aumento delle tariffe sulle esportazioni. Dato il rischio crescente di contrazione del credito e l’imminente carenza di liquidità, per alimentare questa positività che inizia a mostrarsi, Pechino ridurrà il tasso di riserva bancario prima del previsto riesaminando anche le quote di prestito al fine di stabilizzare le condizioni di liquidità, di offerta, di credito e la crescita.

Con questi fattori, gli economisti hanno migliorato le prospettive di crescita del 2020. L’espansione del Prodotto Interno Lordo arriverà al 5,9% e la prospettiva di minori costi di indebitamento delle banche alimenterà la fiducia economica. I responsabili politici sono così chiamati a mantenere un ritmo controllato dell’allentamento monetario difendendo il libero scambio e rilanciando l’economia.

Libertà commerciale che non è da intendere solo sull’asse Usa-Cina, dato che durante un recente vertice politico, il presidente Xi Jinping ha chiesto più cooperazione tra Corea-Giappone e Cina per contrastare la pressione ribassista sull’economia globale e per accelerare i negoziati su un accordo trilaterale volto al libero scambio. La Cina è disposta ad aprire i suoi settori finanziari, sanitari e altri servizi agli investitori stranieri, tra le cui riforme anche l’abbattimento dei limiti sui requisiti di proprietà.

Al fine di contrastare la leadership statunitense, una nuova missione della Cina consiste nella creazione di banche di investimento di grandissime dimensioni per sfidare i giganti di Wall Street. Mentre la nazione si prepara ad aprire completamente il suo settore finanziario da 45 trilioni di dollari alla concorrenza straniera durante il prossimo anno, i responsabili politici e le autorità di regolamentazione stanno lavorando duramente per rafforzare le proprie potenzia-lità ed entrare silenziosamente in competizione con i migliori del settore come Goldman Sachs.

A differenza delle immense banche commerciali che dominano in patria e portano il peso a livello globale, i broker cinesi sono di dimensioni molto piccole in una prospettiva internazionale. Questa nuova politica di Pechino dovrebbe portare ad un aumento delle fusioni tra oltre 130 società. Nel loro insieme i 131 broker cinesi hanno attività pari a quelle di Gold-man Sachs da solo e sono anche ben distanti dall’essere banche d’investimento a pieno servizio.

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