Finalmente

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di Redazione 26 Novembre 2009 | 09:36
Il dollaro continua la sua strada a ribasso e sembra che nulla, da qui a fine anno, possa cambiare il suo destino.

Il quadro di ampia liquidità sui mercati infatti non sembra destinato a modificarsi almeno fino all’anno nuovo, stando a quanto comunicato dalla Fed nelle ultime minute, e questo non può far altro che sostenere gli asset di rischio, commodities in testa. Borse ancora positive ed oro e petrolio che si mantengono su livelli elevati – 1.192.60 dollari/oncia il record toccato in Asia stanotte. Questo sembra poter essere il quadro più probabile ancora per qualche settimana in quanto a livello macro e di fiducia degli investitori nulla sembra poter cambiare.

E tutti, in mancanza di certezze, o seguono il rally (the trend is your friend) oppure si rifugiano in attività percepite come sicure e che overperformano rispetto ai rendimenti medi che si trovano sui mercati. I dati rilasciati ieri hanno visto un GDP inglese per il terzo trimestre 2009 sostanzialmente in linea con le aspettative (-0.3% su base mensile e -5.1% su base annuale), mentre la vendita di nuove case negli Stati Uniti ha fatto registrare un ottimo +6.2%, contro le povere aspettative che vedevano più probabile un +0.4%, ma come vediamo dai movimenti sull’FX, il mercato non è ancora pronto a reagire a notizie macro.

Oggi è il giorno del Ringraziamento in America e molti operatori saranno assenti dai desk, approfittando della vicinanza del fine settimana per sfruttare il “succulento” ponte, per cui la liquidità potrebbe assestarsi a livelli inferiori rispetto alle ultime settimane e considerando i livelli raggiunti da alcuni rapporti di cambio (UsdJpy e UsdChf su tutti), è da imporsi la massima attenzione per riuscire a gestire eventuali strappi e movimenti hectic.

Potremmo cominciare la consueta sezione di analisi tecnica con una parola che racchiuda lo stato d’animo al termine della giornata di ieri: “finalmente!”. Non tanto perché si è verificato quanto detto da tempo ma perché sarà possibile, per la prima volta da settimane, descrivere qualcosa di nuova senza rischio di ripetersi.

EurUsd – grafico 240 minuti

Cominciamo dal consueto eurodollaro, da cui forse è partito tutto il movimento, complice una settimana abbreviata. Abbiamo finalmente assistito alla rottura del noto livello di resistenza con un’estensione nella nottata sino a 1.5140. Oramai il livello passato è da considerarsi come nuovo supporto (già testato ieri nel pomeriggio successivamente alla rottura) ad un movimento di salita che potrebbe estendersi sino al doppio minimo di maggio e giugno 2008, 1.5290.

La trendline che osserviamo da qualche settimana, con origine a marzo 2009 e che contiene tutto il movimento di salita del cambio, transita per i prossimi giorni nei pressi di 1.4880: questo è da considerare come livello si supporto capace di invertire il movimento di medio/lungo periodo.

Sono saltati anche i livelli di UsdJpy. Sia il primo supporto di 88 figura, sia il doppio minimo di 87.20 (supporto di medio e minimo dell’anno) sono stati oltrepassati, facendo giungere il cambio a 86.30.

Crediamo che buona parte degli stop delle posizioni lunghe (ricorderete che parlavamo di uno sbilanciamento del mercato a favore di posizioni lunghe) sia stato colpito ed ora rimanga da capire se il movimento sia stato guidato da questo o da una tendenza di fondo più forte. Dal punto di vista tecnico non sono presenti molti livelli chiave di supporto, per cui attenzione perché il target potrebbe essere rappresentato dal minimo del 1995 a 79.75.

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