Aim Italia primo Mtf europeo per numero di Ipo nel 2019

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Avatar di Stefano Fossati 2 Gennaio 2020 | 12:30

IR Top Consulting, boutique finanziaria leader in Italia nella consulenza direzionale per i capital market (quotazione in Borsa e Corporate Finance) e le investor relation, analizza il mercato Aim Italia e le Ipo nell’anno appena conclusosi: “L’anno 2019 ha segnato un nuovo record per il mercato Aim Italia con 35 nuove quotazioni, di cui 31 Ipo e 4 ammissioni post business combination e con 207 milioni di euro di raccolta che ne fanno il primo hub finanziario europeo per numero di nuove società quotate tra i mercati non regolamentati”, nota Anna Lambiase, fondatore e Ceo di IR Top Consulting. “Siamo stati onorati di aver lavorato con il Governo per il credito di imposta sui costi di quotazione, fattore determinante per la crescita delle Ipo in Italia, e pensiamo che grazie all’emendamento sui Pir promosso dalla Commissione Finanze, tutto il mercato potrà beneficiare nel 2020 delle nuove condizioni volte a indirizzare il risparmio privato nell’economia reale e in modo specifico verso le Pmi che costituiscono le fondamenta del sistema industriale italiano. Il taglio medio delle operazioni su Aim nel 2019 ha raggiunto 6 milioni di euro di raccolta di capitale, con una dimensione di aziende che hanno un fatturato medio pari a 21 milioni di euro. Le regioni che hanno contribuito maggiormente ai nuovi collocamenti sono la Lombardia con il 26%, l’Emilia Romagna con il 19% e il Veneto con il 6%. Per il 2020 stimiamo una crescita delle Ipo delle Pmi che potranno ancora beneficiare del Credito di Imposta sui costi di quotazione, con una misura stanziata dal Governo pari a 30 milioni di Euro: tecnologia e lifestyle sono i nostri settori in pipeline che ci vedranno advisor finanziario nel percorso di affiancamento alla quotazione delle aziende che ci ha visto supportare il 22% delle quotazioni su Aim Italia nel 2019 con una raccolta di 42 milioni di Euro”.

Focus Ipo 2019

Aim Italia ha evidenziato il maggior numero di collocamenti negli ultimi anni rispetto al mercato principale (Mta). Nel 2019 il mercato azionario delle Pmi conta 35 ammissioni, di cui 31 nuove Ipo e 4 ammissioni post business Combination, superando il dato del 2018 (26 Ipo e 5 ammissioni). I collocamenti si sono concentrati tra giugno, luglio e novembre. In particolare, sono approdate sul listino dedicato alla crescita delle Pmi: Doxee, Gismondi 1754, Nvp, Fos, UCapital24, Matica Fintec, Arterra Bioscience, Cyberoo, Websolute, Copernico Sim, Iervolino Entertainment, Confinvest, Farmaè, Radici Pietro Industries&Brands, Friulchem, CleanBnB, Shedir Pharma Group, Pattern, Marzocchi Pompe, Relatech, Officina Stellare, Gibus, Eles, Sirio, Amm, CrowdFundMe, Seif, Gear1, Maps, Neosperience, Ilpra. Inoltre, sono state ammesse 4 società a seguito della fusione con Spac precedentemente quotate su Aim: Salcef Group, Sicit, Antares Vision e Comer Industries.

Le 31 nuove Ipo hanno raccolto 207 milioni di euro, di cui 30 milioni di euro derivanti da una Spac (Gear 1). La capitalizzazione totale è pari a 1,2 miliardi di euro. La raccolta media delle Ipo nel 2019 è stata pari a 5,9 milioni di euro e il flottante in Ipo è stato pari al 24%. Nel 2018 la raccolta complessiva si è attestata a 1,32 miliardi di Euro, di cui l’11%, pari a 145 milioni di euro, derivante direttamente da società.

Le nuove quotate provengono per il 26% dalla Lombardia, il 19% dall’Emilia Romagna e il 6% dal Veneto. Seguono Toscana, Friuli, Lazio, Piemonte, Campania e Liguria ciascuna rispettivamente con 2 Ipo (6%), ed infine Marche, Umbria e Sicilia, rispettivamente con 1 società (3%). In termini di raccolta di capitali, Emilia Romagna (31%), Lombardia (16%) e Piemonte (9%) si collocano ai primi posti.

Il 65% delle nuove Ipo si concentra su 3 settori: Tecnologia (10 aziende, 32%), Industria (5 aziende, 16%) e Finanza (5, 16%), seguono Servizi (3 aziende, 10%), Media (3 aziende, 10%), Healthcare (2 aziende, 6%), Moda e Lusso (2 aziende, 6%), Chimica (1 azienda, 3%). Presentano ricavi medi pari a 21 milioni di euro (al netto SPAC e Business Combination). Le operazioni di Ipo sono state principalmente effettuate con l’obiettivo di rafforzare l’attività di ricerca e sviluppo, consolidare l’espansione sui mercati internazionali e per incrementare la capacità produttiva.

Nel 2019 i principali indici hanno registrato le seguenti performance:
• Ftse Aim Italia: -6%
• Ftse Small Cap: +27%
• Ftse Star: +28%
• Ftse Mid Cap: +18%
• Ftse Mib: +28%

Ipo sui mercati Eu

Il mercato italiano rappresenta, con 35 ammissioni su Aim (6 quelle su Mta) il primo mercato europeo non regolamentato come numero di Ipo in Europa con una quota del 26%, seguito da Svezia (25%) e Francia (8%).

Il mercato Aim Italia nel 2019

Il mercato Aim, che ha registrato negli ultimi anni il maggior numero di collocamenti, conta, al 31 dicembre 2019, 132 società con un giro d’affari nel 2018 pari a 5,2 miliardi di euro, una capitalizzazione di 6,6 miliardi di euro e una raccolta di capitali in Ipo pari a circa 3,9 miliardi di euro, di cui, in media, il 93% proveniente da nuova emissione di titoli. La raccolta è pari a 4,6 miliardi di euro includendo le operazioni sul secondario. I settori più importanti in termini di numero di società sono: Industria (17%), Tecnologia (17%) e Finanza (16%). Le regioni maggiormente presenti su Aim sono Lombardia (41%), Emilia-Romagna (14%), Lazio (11%) e Veneto (8%). Il mercato Aim conta 48 Pmi innovative. In 10 anni sono approdate 183 società.

Nuovi Pir, obbligo fdi investimento del 3,5% su non Ftse Mib e non Ftse Mid

Con la Legge di Bilancio 2020, viene sancito l’obbligo per i Pir, costituiti a decorrere dal 1° gennaio 2020, di investire il 5% del 70% del valore complessivo in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice Ftse Mib e Ftse Mid della Borsa italiana o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati. È previsto altresì che casse previdenziali e fondi di investimento possano detenere più di un Pir nel limite del 10% del patrimonio e non si prevedono obblighi di investimento in quote o azioni di fondi per il venture capital o di fondi di fondi per il venture capital.

Da nuovi Pir è atteso un importante sostegno per la crescita delle PMI che darà una forte spinta alle Ipo e agli investimenti azionari all’interno dell’economia reale in particolare su Aim Italia, mercato che nel 2020 anno potrà ricevere un nuovo slancio in termini di liquidità. Le nuove regole per la composizione del portafoglio dei Pir daranno un forte contributo alla quotazione in Borsa di piccole e medie imprese italiane per il finanziamento dei progetti di sviluppo.

Requisiti per la quotazione su Aim Italia

Le Pmi interessate alla quotazione possono richiedere la verifica della sussistenza dei requisiti di ammissione al mercato Aim Italia. Le società valutate positivamente potranno avvalersi del team di Ipo Advisory (studio di fattibilità) per essere affiancate nel percorso di quotazione e prepararsi al confronto con gli Investitori.

Credito di imposta nel 2020 per le Ipo europee

L’incentivo all’Ipo nella forma del credito d’imposta sul 50% dei costi di consulenza sostenuti per la quotazione in Borsa delle Pmi finirà nel 2020. La misura, che agevola l’accesso delle imprese al mercato dei capitali, vede lo stanziamento di 30 milioni di euro per le ammissioni del 2020. I principali elementi del Cdi sono: importo massimo di 500mila euro ad azienda, soggetti destinatari Pmi italiane secondo la definizione dell’Unione Europea, che si quotano sui mercati regolamentati e non regolamentati in Italia e in Europa.

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