Siamo alla fine di un ciclo? L’outlook 2020 di Gam

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di Stefano Fossati 7 Gennaio 2020 | 14:30

Alcuni dei gestori di Gam esprimo la loro visione sull’eventualità dell’essere prossimi alla fine di un ciclo e sulle implicazioni per le diverse asset class.

Adrian Owens, Investment Director, Global Macro & Currency Fixed Income di Gam

A mio giudizio il termine “fine ciclo” descrive bene l’economia britannica e statunitense. Non credo che si possa applicare anche all’Europa, al Giappone o alla Cina. Il Regno Unito e gli Stati Uniti si trovano molto probabilmente alla fine del ciclo, tuttavia le preoccupazioni per la Brexit e per gli scambi commerciali distorcono la situazione. Forse è più appropriato parlare di un QE tardivo. A mio giudizio, le banche centrali si stanno rendendo conto che gli effetti distorsivi del QE si fanno ora più rilevanti. Pertanto, secondo me, ci troviamo in una fase in cui il QE diminuirà e si farà maggiore affidamento alla politica fiscale e che, in tale contesto, emergeranno più opportunità che traineranno i mercati.

Swetha Ramachandran, Investment Manager, azioni del settore lusso di Gam

La fase del ciclo in cui ci troviamo non ha la stessa rilevanza per il settore del lusso poiché è caratterizzato da due forze contrastanti: la tematica strutturale, ovvero i consumi del ceto medio nei mercati emergenti, abbinata alle oscillazioni a breve termine del ciclo economico. In questo momento sembra che il primo sia il fattore ciclico prevalente. Le prospettive restano a nostro giudizio positive. Con questo non vogliamo dire che il settore del lusso sia immune al ciclo economico. Chiaramente nel 2009 c’è stata una brusca frenata di breve durata ma il settore ha recuperato velocemente. Oggi prestiamo particolare attenzione alle valutazioni. Riteniamo che gli utili restino sostenuti ma verifichiamo quale sarebbe il giusto prezzo da pagare.

Gianmarco Mondani, Investment Director, azioni europee non direzionali di Gam

Non è un segreto che tutte le statistiche economiche disponibili indicano un rallentamento su scala globale che si riflette nelle stime degli utili. Per esempio, quest’anno un’azienda europea dovrebbe crescere del 2%, mentre all’inizio dell’anno ci si aspettava una crescita del 10%. Credo che in tale contesto sia molto importante concentrarsi sulle aziende giuste, quelle che nel lungo termine possono crescere e riservarci qualche sorpresa positiva, anche se mediamente le aziende sul mercato non stanno crescendo affatto.

Christophe Eggmann, Investment Director, azioni del settore sanitario di Gam

Col termine “fine ciclo” generalmente si fa riferimento al ciclo economico. Nel settore sanitario, la situazione è leggermente diversa. In questo caso ciò che conta è il ciclo di prodotto, che dipende dalla scienza, dalla ricerca e sviluppo e dalle nuove tecnologie. Stiamo assistendo a un’ondata senza precedenti di innovazioni e ci aspettiamo che molti più prodotti sbarcheranno sul mercato nei prossimi anni. Se ci riferiamo ai prodotti, direi dunque che ci troviamo a metà del ciclo corrente.

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