Hermes IM: integrazione Esg e stewardship non perderanno slancio nel 2020

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di Stefano Fossati 8 Gennaio 2020 | 13:30

A cura di Leon Kamhi, Head of Responsibility di Hermes Investment Management

La conferenza Pri del 2019 è stata la più grande di sempre, con 1800 partecipanti provenienti da 54 Paesi. Il settore degli investimenti nel suo complesso, una volta territorio di pochi eletti quasi senza eccezioni, sta ora prestando un’attenzione significativa ai concetti di stewardship e di investimenti responsabili, disponendo di notevoli risorse nonostante la pressione sui margini.

Alcuni lo stanno facendo sulla base di convinzioni profondamente radicate, altri si limitano a far sentire la propria voce per guadagnare spazio in un segmento di mercato in crescita e altri ancora vogliono conformarsi alle richieste della politica. Nel 2020 ci aspettiamo che lo slancio prosegua di certo. Crediamo che la qualità e l’efficacia della stewardship e dell’integrazione Esg continueranno a migliorare e che gli asset owner sapranno distinguere sempre di più tra gli approcci basati su best practice e il cosiddetto greenwashing.

Ci aspettiamo tuttavia che il miglioramento sia graduale, in quanto occorrono tempo e sforzi per apportare cambiamenti significativi tanto ai processi di investimento di un’impresa quanto alla mentalità e ai comportamenti dei suoi dipendenti, entrambi necessari se si mira alla credibilità delle pratiche di investimento responsabile. Sempre più spesso, l’attività di stewardship diventerà un’attività centrale negli investimenti, che si riflette nello scopo e nei valori delle imprese.

Il cambiamento climatico e la disruption tecnologica nei modelli di business in diversi settori continueranno nel 2020. Per essere sostenibili, le imprese dovranno considerare in che modo tali innovazioni potrebbero avere un impatto sul modo in cui servono i clienti, impiegano il personale nonchè l’impatto che hanno sulla società. Trascurare i propri stakeholder andrà a scapito del valore sostenibile a lungo termine: nel 2020 ci aspettiamo una pressione costante sul settore della tecnologia per quanto riguarda i loro approcci e i valori sottostanti relativi alla privacy dei dati e al filone dell’intelligenza artificiale. I settori estrattivo, delle utilities e automobilistico rimarranno sotto pressione in termini di cambiamento climatico e probabilmente nel 2020 saranno oggetto di maggiore attenzione le compagnie aeree e gli aeroporti.

Dovremmo anche vedere più banche e società d’investimento ridurre i flussi di capitale primario indirizzati a progetti ad alta intensità di carbone e una proliferazione di fondi tematici. I produttori di generi alimentari e di altri beni di consumo dovranno prestare maggiore attenzione all’utilità (ad es. nutrizione), all’utilizzo e alla riciclabilità dei loro prodotti e imballaggi, nonché a come ottimizzare il livello e l’efficacia delle loro reti di distribuzione. In tutti i settori e a livello globale, dovremmo aspettarci cambiamenti radicali nei processi di gestione delle risorse umane, dato che le imprese cercano di colmare le lacune in termini di diversità.

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