Ubi Banca prova il rimbalzo

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Avatar di Stefano Fossati 9 Gennaio 2020 | 10:35

Si avvicina il tempo delle scelte per Ubi Banca, che secondo le ultime indiscrezioni non avrebbe ancora preso una decisione definitiva in tema di bancassurance. Nel primo caso una decisione è comunque attesa tra fine febbraio e i primi di marzo, quando dovrebbe essere presentato il nuovo piano industriale.

A fine anno Ubi Banca vedrà scadere le partnershsip siglate a suo tempo con Cattolica Assicurazioni e Aviva e sinora si pensava alla possibilità che si selezionasse un solo partner o che le attività venissero internalizzate.

Finora si era ipotizzato che il business in questione potesse essere valorizzato 600-700 milioni nell’ipotesi dell’individuazione di un nuovo partner pronto a sostituire dal 2021 Cattolica e Aviva. In quel caso gli analisti stimavano un impatto positivo di 60-80 punti base sul Cet1 che ora si ridurrebbe (pur non azzerandosi del tutto in caso di prolungamento degli accordi esistenti).

Nel frattempo continuano i riassetti all’interno del capitale e dei patti parasociali. Il Sindacato Azionisti Ubi Banca, in particolare, ha registrato alcuni recessi e una richiesta di adesione che una volta ratificate porteranno al 7,68% il totale dei diritti di voto (a fronte di un totale dell’8,19% dei diritti di voto dei partecipanti, incluse le azioni non apportate al Sindacato). Il neocostituito patto di consultazione “Comitato azionisti di riferimento” (Car) di Ubi Banca, il cui statuto entro metà gennaio dovrà ricevere il via libera della Bce, ha invece visto confluire poco meno del 18% del capitale di Ubi Banca.

Il giudizio degli analisti

Per quanto riguarda gli analisti fondamentali, a 2,90 euro a cui oscilla stamane il titolo Ubi Banca tratta circa 11,6 volte gli utili attesi per l’esercizio appena concluso (25 centesimi per azione la stima di consenso), con un dividend yield potenziale (12 centesimi le attese di consenso) di quasi il 4,15%. Ad oggi il target price medio di mercato è di 3,1 euro per azione, pari ad un potenziale rialzista di circa il 7% dai valori correnti cosa che contribuisce a rendere prudenti gli analisti fondamentali (su 13 giudizi espressi sul titolo 11 sono neutrali e 2 positivi).

Cauti anche gli analisti tecnici che hanno segnalato come nelle ultime sedute il titolo sia scivolato in un trend ribassista di brevissimo periodo e si mantenga in un trend negativo anche a breve e, più moderatamente, medio-lungo termine. Ulteriore conferma della negatività di breve periodo è data dal permanere delle quotazioni sotto la media mobile veloce oltre che sotto la media mobile lenta. Finché le quotazioni rimarranno sotto le due medie e queste procederanno distaccate e al ribasso il trend si manterrà ben definito, ma gli analisti consigliano di sfruttare la debolezza per accumulare il titolo più che liquidarlo.

Dopo un primo rimbalzo, con volumi in crescita, visto già ieri anche stamane Ubi Banca ha aperto in rialzo dell’1,5% abbondante. In caso di ulteriori ricoperture i primi obiettivi sono indicati a ridosso delle resistenze in area 2,90-2,95 euro per azione, mentre se scattassero nuove prese di profitto sarebbe importante verificare la tenuta dei supporti in area 2,73 prima e 2,71 euro poi.

La performance di Ubi Banca in Borsa negli ultimi 12 mesi

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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