Bns: “Tassi negativi ancora necessari”. Disoccupazione al livello più basso dal ’97

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di Gianluigi Raimondi 10 Gennaio 2020 | 14:15

La Banca nazionale svizzera (Bns) non è pronta a rinunciare ai tassi d’interesse negativi poiché un cambiamento di rotta avrebbe conseguenze nefaste sull’economia elvetica. Lo afferma, in un’intervista alla RSI, il vicepresidente della Bns, Fritz Zurbrügg. Naturalmente chi deve investire soldi è preoccupato, ma chi vuole per esempio finanziare un’ipoteca ne approfitta.

La BNS nelle sue decisioni deve tener conto della situazione internazionale, ma – sostiene Fritz Zurbrügg – in materia di tassi d’interesse non copia tutte le mosse della Banca centrale europea.

Nel frattempo, secondo quanto quanti riportato dal sito web della Rsi, il mercato del lavoro svizzero si è rafforzato nel 2019. Secondo le stime della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) il tasso medio di disoccupazione si attesta al 2,3%, contro il 2,5% dell’anno precedente.

Si tratta del livello più basso dal 1997. Si è registrato solo un leggero aumento a dicembre quando è cresciuto del 2,5%, rispetto al 2,3% di novembre.

Il numero dei disoccupati nella media annua per il 2019 è di 106.932 persone, con un calo di 11.171 persone (-9,5%) rispetto al 2018. Dopo la destagionalizzazione il tasso di disoccupazione, in diminuzione da circa due anni, si è attestato al 2,3% dal dicembre 2018.

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