Azionario cinese, inizio d’anno brillante in vista della tregua commerciale

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Avatar di Stefano Fossati 15 Gennaio 2020 | 15:30

A cura di Anthony Chan, Chief Asia Investment Strategist di Union Bancaire Privée (Ubp)

Nonostante l’intensificarsi dello scontro militare tra Stati Uniti e Iran, l’azionario cinese ha goduto di un solido inizio d’anno. Il mercato sta cavalcando la forte performance del 2019 con l’Msci China (Mxcn) in crescita di circa il 20,5%.

Le azioni A-shares onshore hanno superato quelle offshore. Prevediamo che questa sovraperformance dovrebbe rimanere tale nel 2020 grazie alle rispettive valutazioni, ai flussi di investimento e alle direttive politiche. La riduzione dei dazi, insieme al continuo allentamento delle politiche, continuerà a sostenere le azioni cinesi.

Guardiamo ancora con interesse alle A-shares per il nuovo corso dell’economia cinese, i cambiamenti strutturali interni e i settori di investimento da questi direttamente influenzati, come la sanità, l’istruzione, l’intrattenimento online e la tecnologia. Ma vediamo anche l’emergere di opportunità nei settori industriali e dei materials grazie alla ripresa ciclica dei livelli di scorte e delle spese in conto capitale, prima in calo a causa del persistere della guerra commerciale.

Sul fonte macro, ci sono prove concrete di una ripresa della produzione, degli acquisti e dei nuovi ordini. La componente dei nuovi ordini di esportazioni del Pmi cinese fornisce un’indicazione sull’effettiva crescita a tre mesi delle esportazioni. L’ultimo dato indica una ripresa notevole delle esportazioni dopo una prolungata contrazione. La People’s Bank of China ha tagliato l’indice di riserva obbligatoria delle banche (RRR) di 50 punti base all’inizio del 2020 per liberare circa 800 miliardi di renminbi o 115 miliardi di dollari, dando impulso alla performance di mercato.

Sebbene l’iniezione di liquidità sia in parte finalizzata a soddisfare la consueta maggiore domanda di liquidità durante il Capodanno Lunare, essa darà anche spazio alle banche per tagliare i loro tassi di prestito principali (loan prime rate, Lpr, attualmente al 4,15%) per attutire il ciclo di ribasso dell’economia. Ci aspettiamo un taglio modesto di 5 punti base dei Lpr e assisteremo ad altri due cicli di riduzioni analoghe dei tassi di interesse guidati dal RRR nel prossimo anno.

La Fase Uno dell’accordo tra Usa e Cina dovrebbe essere stata già equamente prezzata dal recente rally dell’azionario cinese. Ma i segnali di una maggiore cooperazione nella fase due dei negoziati o di un calo ulteriore dei dazi potrebbero portare a una modesta espansione dei multipli nel rally in corso, con il P/E del Mxcn Index in rialzo a circa 13,0x dall’attuale 12,3x.

Per i crediti ad alto rendimento in dollari della Cina, il forte rally delle ultime settimane ha spinto al ribasso lo spread medio del credito a 610 punti base dal recente massimo di 730-740 punti di inizio dicembre 2019. Il forte afflusso di capitali su attivaità risk on assieme alle attese per la tregua commerciale e l’allentamento della politica di inasprimento del mercato immobiliare cinese hanno placato le preoccupazioni per un potenziale aumento del rischio di insolvenza.

Ci aspettiamo che lo spread di credito della Cina rimanga contenuto e che abbia buone probabilità di restringersi ulteriormente a circa 550-570 punti base. Questo è un livello simile a quello del secondo trimestre 2019, che è stato sostenuto da un sentiment costruttivo sui negoziati commerciali Cina-Usa e da una posizione accomodante nelle politiche sul mercato immobiliare interno.

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