I dati del lavoro Usa spingono la Fed in una comfort zone

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di Stefano Fossati 16 Gennaio 2020 | 18:30

A cura di Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM

I dati sull’occupazione di dicembre negli Stati Uniti sono in linea con un mercato del lavoro che resta solido, con pochi rischi al rialzo per la crescita dei salari che probabilmente saranno accolti con favore dai membri della Federal Reserve, che vogliono mantenere lo status quo quest’anno.

Esaminando i dati sul mercato del lavoro possiamo trarre tre conclusioni principali. Da un lato, l’industria dei servizi continua ad andare bene, con una forte creazione di posti di lavoro non solo nel settore retail ma anche del tempo libero e dell’ospitalità. Preoccupa maggiormente il manifatturiero che continua a soffrire, con la perdita di 12mila posti di lavoro. Nel complesso, l’aumento dell’occupazione netta dell’ultimo trimestre è stato pari a 185 mila posti di lavoro, un numero rispettabile.

Un secondo punto è che la crescita salariale di dicembre è stata più debole, inferiore al 3% di crescita annua. Le pressioni salariali rimangono contenute. Un terzo punto è il fatto che il tasso di disoccupazione U3 rimane ai minimi di 50 anni, mentre il più ampio tasso di disoccupazione su base U6 – che comprende i lavoratori scoraggiati – è sceso solo al 6,7% (-0,2 punti), un minimo storico. Il mercato del lavoro statunitense resta in condizioni stellari. La pressione al rialzo dei prezzi rimane assente, per il momento.

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