Hedgeye’ Macro Process, ecco un’applicazione per l’asset allocation

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Avatar di Gianluigi Raimondi 17 Gennaio 2020 | 12:30

A cura di Alfred Hoffmann, ceo e fondatore di Avalon Investment Research

Hedgeye’ Macro Process – Full Cycle Investing. Si tratta di un processo rigoroso e ripetibile che attraverso una precisa previsione di crescita ed inflazione, è in grado di comprendere l’ambiente di mercato in cui ci si trova e a definire le varie classi di attività, selezionando azioni (settori, stili, capitalizzazioni, e le esposizioni ai fattori), bond, commodities.

Il “Test A / B di gestione dei rischi”

Esistono due componenti principali del processo di gestione del rischio di Hedgeye. Questo processo viene chiamato “Test A / B di gestione dei rischi”.
A. Dati economici: quali sono le prospettive economiche attuali (basate sul nostro modello fondamentale di ricerca e crescita, inflazione, e politica monetaria (GIP))?
B. Segnale di mercato: in quale ambiente si trova attualmente il prezzo di mercato (basato sul modello Trade-Trend-Tail / Risk Range)?
Analizziamo quelle parti componenti.

La A) del “Test A / B di gestione dei rischi” è il modello di politica di crescita, inflazione (GIP). Il modello GIP proprietario è progettato per separare l’economia in quattro regimi distinti (li chiamiamo “Quad”) che corrispondono ai tassi marginali di cambiamento della crescita e dell’inflazione, che sono due delle tre componenti principali per prevedere i rendimenti delle attività previsionali. La terza, la politica monetaria, è spiegata nella nostra analisi sovrapponendo il modo in cui i banchieri centrali hanno maggiori probabilità di rispondere ai cambiamenti impliciti delle condizioni economiche.

Da ciò, otteniamo quattro possibili risultati

A ciascuno è assegnato un “quadrante” nel nostro modello Crescita, Inflazione, Politica (GIP) e di conseguenza la risposta tipica del governo (neutral, hawkish, in-a-box or dovish):
• Accelerazione della crescita, rallentamento dell’inflazione (QUAD 1)
• Accelerazione della crescita, accelerazione dell’inflazione (QUAD 2)
• Rallentamento della crescita, accelerazione dell’inflazione (QUAD 3)
• Rallentamento della crescita, rallentamento dell’inflazione (QUAD 4)

Se si guarda al back-test, la storia del mercato suggerisce che il tasso di variazione della crescita e dell’inflazione sono i fattori più causali per la previsione dei rendimenti futuri del mercato. Ecco perché se si riesce a prevedere con precisione la crescita e l’inflazione, è in grado di comprendere l’ambiente di mercato in cui ci si trova e a definire le varie classi di attività, selezionando settori, stili, capitalizzazioni, e le esposizioni ai fattori.

La B) nel “Test A / B di gestione del rischio” è la definizione del processo Risk Range. Il processo quantitativo di Risk Range utilizza il prezzo, il volume e la volatilità a livello di indice o ticker per generare un intervallo probabile per tale titolo nel breve e medio termine.
Ad esempio, si sta osservando l’S & P 500, gli intervalli di rischio suggeriscono dove acquistare (nella fascia più bassa dell’intervallo probabile) e vendere (nella parte superiore dell’intervallo).

L’analisi definisce l’attuale posizionamento

Usando il framework di test A / B per la gestione del rischio e per valutare le attuali prospettive di mercato si ricava il posizionamento in uno dei quattro quadranti. Per ogni quadrante viene indicata una guida per la scelta della migliore asset allocation. Il processo è ripetibile per le principali 50 economie del mondo.

Hedgeye Asset Allocation Process

Risk on Risk off

Per effettuare questo test abbiamo utilizzato il ratio tra dell’indice MSCI AC World e l’indice Barclay Global Aggregate. Se la media a 20 giorni del ratio è maggiore a quella di 40 giorni vi sarà un acquisto della componente azionaria e una vendita di quella obbligazionaria, quindi si è in una situazione di “risk on”. Al contrario, invece, si ha una situazione di “risk off” caratterizzata da una vendita dell’azionario ed un acquisto dell’obbligazionario.

  • Risk on 60%
  • Risk off 40%

Investor sentiment

American Association of Individual Investor raccoglie dal 1987 le informazioni dei singoli investitori.
I sondaggi vengono effettuati ogni fine settimana.
I dati rappresentano quale direzione gli investitori ritengono che il mercato azionario avrà nei prossimi 6 mesi.

  • Bullish 33,1%
  • Neutral 37,0%
  • Bearish 29,9%

Large cap vs small cap

Abbiamo considerato il rapporto tra l’indice MSCI AC Large Cap e l’indice MSCI AC Small Cap. Generalmente si intendono per small cap le società con capitalizzazione da $ 300 milioni a $ 2 miliardi, mentre per large cap le società con capitalizzazione di oltre $ 10 miliardi.

  • Large cap 85%
  • Small cap 15%

Value vs growth

La differenza tra i due tipi di titoli è calcolata con due rapporti matematici chiamati:
• price earning (P/E) – il rapporto tra il prezzo dell’azione e gli utili che essa produce
• price book value P/BV – il rapporto tra prezzo dell’azione e il patrimonio netto per azione.

Quando i rapporti P/E e P/BV sono bassi, si parla di titoli “value”; quando il valore del rapporto è elevato, si parla di titoli “growth”. Titoli value danno in genere dei cospicui dividendi, sono sottovalutati dal mercato, appartengono ad aziende operanti in settori maturi e solidi. Sono preferiti dagli investitori quando l’economia di un paese ha raggiunto un punto non superabile oppure si avvia alla recessione.
Titoli growth, oltre ad alti rapporti P/E e P/BV sono caratterizzati da un alto tasso di crescita, alta redditività, appartengono ad aziende appartenenti a settori in fase di piena espansione e che utilizzano gli utili per finanziare ulteriormente la crescita. Sono adatti per le fasi di piccolo o grande boom economico di un paese.

  • Value 20%
  • Growth 80%

Cyclical vs defenvive

Si è considerato l’andamento del rapporto tra Indice Bloomberg World Consumer Cycle e l’indice Bloomberg World non Cyclical. Settori ciclici sono costituiti da: beni voluttuari, finanziari, industriali, tecnologia e materiali. Settori difensivi comprendono: beni di prima necessità, energia, sanità, telecomunicazioni e servizi pubblici. I settori ciclici sono quelli il cui andamento è fortemente influenzato dal ciclo economico. In fase di rallentamento/recessione generalmente sottoperformano (rispetto l’indice), mentre in fase di ripresa/espansione sovraperformano. I settori anticiclici (detti anche difensivi): sono quelli meno influenzati dal ciclo economico poiché offrono beni/servizi ritenuti indispensabili. Di conseguenza sono settori che sottoperformano (rispetto l’indice) nelle fasi di ripresa/espansione, mentre in fase di rallentamento/recessione sovraperformano.

Non bisogna commettere l’errore di pensare che se salgono i titoli ciclici scendono quelli anticiclici perché entrambi sono direttamente correlati al ciclo economico; la distinzione sussiste nel fatto che i titoli ciclici amplificano i propri movimenti nel bene (ripresa/espansione) e nel male (rallentamento/recessione).

  • Cyclical 45%
  • Defensive 55%

Megatrend / Thematic Investments

I megatrend / thematic incarnano la forza del cambiamento: sono le grandi mutazioni che lasciano un segno profondo nel mondo e nella società. E possono essere oggetto di investimenti.
Parliamo di megatrend: grandi mutamenti sociali, tecnologici, economici, politici, naturali che durano per decenni. Forze in grado di plasmare la storia. E sulle quali si può investire. I principali di questi sono la demografia, la crescita della classe media, l’ambiente e le tecnologie.
Sono anche rappresentati da cambiamenti epocali (disruptive changes), cioè da grandi idee e temi emergenti che creano discontinuità nel mercato. Si trovano soprattutto nel mondo dei consumi e (su un periodo di 5-10 anni e oltre) saranno in grado di trasformare molti settori creando o distruggendo enormi quantità di valore.
I principali disruptive changes sono: auto a guida automatica, e-commerce, robotica e machine learning (apprendimento automatico).
Abbiamo considerato 18 investimenti tematici a cui abbiamo dato un valore di importanza (min 1 – max 18) in accordo ad un nostro modello di calcolo.

Style Factor Investing

Segnaliamo alcuni fattori di stili d’investimento. La preferenza di alcuni rispetto ad altri dipende dalla fase attuale del ciclo economico (espansione, rallentamento, contrazione e ripresa)

Momentum: le azioni che hanno sovraperformato in passato tendono a mostrare forti ritorni in futuro. Una strategia di momentum si basa su rendimenti relativi da 3 mesi a un arco temporale di 1 anno.
Quality: la qualità è definita da basso indebitamento, guadagni stabili, crescita costante delle attività e forte governo societario. Gli investitori possono identificare i titoli di qualità utilizzando parametri finanziari comuni come il rendimento del capitale netto, il debito rispetto all’equity e la variabilità degli utili.

Size: storicamente, i portafogli costituiti da titoli a piccola capitalizzazione mostrano rendimenti superiori rispetto ai portafogli con titoli azionari a grande capitalizzazione. Gli investitori possono acquisire dimensioni osservando la capitalizzazione di mercato di un titolo.

Minimum volatility: la ricerca empirica suggerisce che gli stock con bassa volatilità ottengono rendimenti più adeguati al rischio rispetto alle attività altamente volatili. La misurazione della deviazione standard da un intervallo di tempo compreso tra 1 e 3 anni è un metodo comune per acquisire la beta.

Value: il valore mira a catturare i rendimenti in eccesso da titoli che hanno prezzi bassi rispetto al loro valore fondamentale. Questo è comunemente monitorato dal prezzo da prenotare, dal prezzo al guadagno, dai dividendi e dal flusso di cassa libero.

Dividend: azioni appartenenti a società che distribuiscono maggiori dividendi.
Una strategia basata sui dividendi azionari offre un duplice vantaggio, anche nelle fasi di ribasso dei mercati: generare flussi di rendimenti stabili e una crescita attraente nel lungo periodo

Multi-Factor: questa strategia utilizza tutti i 6 fattori (momentum, quality, size, minimum volatility,value, dividend) equiponderandoli, ottenendo così una diversificazione attraverso diverse fonti di rischio. Infatti i singoli fattori tendono a sovraperformare in periodi ed aree geografiche diversi.

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