L’epidemia cinese penalizza il settore del lusso. L’analisi di Equita

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di Gianluigi Raimondi 22 Gennaio 2020 | 09:30

Come noto, negli ultimi giorni un tipo di coronavirus simile alla SARS si sta diffondendo rapidamente in Cina, con contagi anche in Tailandia, Korea, Giappone, e una serie di decessi.
Rispetto alla Sars, diffusasi nel 2003 con circa 800 vittime nel mondo, questa epidemia sembra per ora avere un tasso di mortalità inferiore ma, secondo la stampa odierna, sta emergendo una preoccupante capacità di trasmissione da uomo a uomo.

Tra l’altro questa epidemia cade ora proprio a ridosso del Capodanno cinese, un periodo importante di festa e di turismo per i cinesi, che rappresentano il 35% dello spending di lusso, di cui circa 2/3 fuori dalla Cina.

Il timore di contrarre la malattia, a detta degli analisti di Equita, potrebbe ridurre la propensione ai viaggi e impattare sul mood di spesa nella regione, come già riflesso nelle ultime sedute dai titoli di settore.

Equita ricorda che l’esposizione dei players del comparto del lusso è piuttosto omogenea a circa 33-35% del fatturato, fatta eccezione per Brunello Cucinelli (per il quale si stima il 12%) e Burberry (40%).

Il settore, sempre a detta di Equita, tratta al momento a circa 24x il P/E atteso per il 2021 (circa 80% premio rispetto all’indice Stoxx 600).

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