Bce, tassi invariati all’1%

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di Camilla Gaiaschi 3 Dicembre 2009 | 15:30
Il presidente Jean Claude Trichet ha rassicurato che le misure di sostegno alle banche verranno mantenute ma per alcuni osservatori le decisioni prese oggi sulle aste di rifinanziamento sono il primo passo verso una riduzione della liquidità.

L’economia della zona euro “mostra un trend positivo”, mentre i rischi per l’economia per i prossimi anni rimangono “bilanciati”. A dare un segnale distensivo sulle sorti di Eurolandia è stato oggi pomeriggio il presidente della Bce Jean Claude Trichet durante la consueta conferenza stampa a margine delle decisioni del consiglio direttivo in materia di politica monetaria.

In linea con le attese, la Banca Centrale ha lasciato invariato il costo del denaro all’1%, confermato il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale all’1,75% e quello sui depositi allo 0,25%. Trichet ha affermato che gli attuali tassi sono “su livelli adeguati”, confermando l’intenzione dell’Eurotower di mantenere “per tutto il tempo necessario” le principali misure di sostegno all’economia. La liquidità in circolazione, quella cioè che ha evitato in questi mesi alle banche dal chiudere i battenti, “verrà drenata quando sarà opportuno”.

Eppure, secondo alcuni osservatori, già oggi la Bce ha mostrato di voler fare un primo passo nella direzione opposta. La riunione di oggi ha infatti serbato due sorprese apparentemente molto tecniche ma significative per capire i prossimi passi dell’istituto centrale: si tratta della decisione di far cessare le aste a sei mesi a partire dal prossimo marzo e di modificare il tasso dell’asta a 12 mesi che si effettuerà il prossimo 16 dicembre da fisso a indicizzato (sul tasso medio delle operazioni a venire). Le due decisioni, ha precisato Trichet, sono state prese dal board a “maggioranza” e – ha precisato – “non comportano alcun intenzione di alzare i tassi di interesse”. Di certo, però, come sottolinea Marco Valli, economista di Unicredit, “entrambe queste direttive indicano che la Bce sta gradualmente riducendo la liquidità nel sistema, anche alla luce delle stime incoraggianti sull’inflazione”. Ovvero: +0,3% il tasso annuale nel 2009, tra +0,9% e +1,7% nel 2010, tra +0,8% e +2,0% nel 2011. Quanto al miglioramento dell’economia, Trichet ha ricordato che è dovuto a “fattori di natura temporanea”, precisando che sulle prospettive permane incertezza.

Per il 2009, la Bce ha rivisto al meglio le sue previsioni, stimando una recessione tra il 3,9% (da 3,8) e il 4,1 (da 4,4)%. In miglioramento la ripresa, prevista tra +1% e +1,5%. Comunicate le stime sul 2011, per il quale è atteso un incremento del Pil compreso tra lo 0,2% e il 2,2%.

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