Quanto vale il bene rimpatriato

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di Redazione 10 Dicembre 2009 | 11:00
ArtNetWorth, società che opera nella consulenza per l’arte, ha firmato un accordo con Assofiduciaria, che conta tra gli associati diverse fiduciarie di trust e di investimento.

Lo scopo è una collaborazione volta alla certificazione del valore delle opere d’arte in relazione alla normativa sullo scudo fiscale ter, e alle specifiche richieste in materia di perizia e valorizzazione in essa contenute.
Assofiduciaria ha acconsentito a diramare alle proprie associate un’informativa sui servizi di ArtNetWorth che potranno così rivolgersi alla società di art advisory al fine di ottenere, per i propri clienti che ne facciano richiesta, la certificazione del valore delle opere d’arte con il Modello di Valutazione ANW, che possiede l’attestazione ISAE 3000 (International Standard on Assurance Engagements).
Per quanto riguarda la normativa dello scudo fiscale, le direttive prodotte dall’Agenzia delle entrate riguardo alle attività patrimoniali, specificano che il contribuente può decidere se scudare il bene con il valore di acquisto, di mercato o un valore intermedio. L’amministratore delegato di ArtNetWorth, Massimo Maggio (nella foto), ha spiegato a Soldi che in realtà, per quanto riguarda questo settore, la scelta è piuttosto univoca: “In effetti esiste un solo valore attribuibile a dei beni artistici, ovvero quello di mercato”, ci rivela l’a.d. “Il valore d’acquisto è quasi sempre inferiore rispetto a quello corrente, quindi per il contribuente risulterebbe poi difficile giustificare il surplus derivato da un’eventuale vendita dell’opera d’arte”.
Maggio, nel corso delle operazioni svolte in sinergia con Assofiduciaria, ha rilevato una forte presenza in territorio svizzero di opere d’arte di valore, soprattutto a Ginevra e Lugano. In merito alla situazione svizzera del rimpatrio giuridico l’a.d. conferma che, in seguito alle precisazioni intervenute con la pubblicazione della circolare 49/E, nonostante sia presto per effettuare stime, l’interesse dei contribuenti verso la manovra si è acuito nel corso dell’ultima settimana: “Per quanto riguarda le opere d’arte il rimpatrio fisico risulta una follia, quindi il rimpatrio giuridico è più conveniente”, specifica l’a.d. “Non è facile per noi effettuare un outlook, tuttavia riscontriamo un po’ più d’interesse nel corso dell’ultima settimana”.
“Esiste molta confusione riguardo a ciò che bisogna fare”, confida inoltre Maggio, “anche da parte di alcuni operatori del settore. Ma dopo i primi attimi di panico, e dopo la reazione della Svizzera, le cose cominciano a muoversi nel modo giusto; molti potrebbero prendere la palla al balzo per far valutare i propri beni artistici”.
Il manager di ArtNetWorth, infatti, spiega che possono essere adottati tipi diversi di valutazione: “Esiste una valutazione normale, nella quale si prescinde l’autenticità dell’opera. Tuttavia riscontriamo molti casi di errate attribuzioni, o anche opere falsificate in malafede. Con una perizia completa, che valuta l’opera e riesce a certificarne l’autenticità, questa assume più valore e, in corrispondenza dello scudo, si riesce ad effettuare l’emersione essendo a conoscenza dell’esatto valore del bene”.

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