Coronavirus, il rischio contagio mette in allerta anche l’Opec

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Avatar di Stefano Fossati 4 Febbraio 2020 | 15:00

A cura di Wings Partners Sim

Prima morte registrata a Hong Kong a causa del coronavirus, che consiste nella seconda vittima al di fuori della Cina dove il numero dei contagi ha superato i 20mila. Gli Stati Uniti, a seguito di questa notizia, hanno dichiarato che si stanno preparando a una possibile pandemia, nonostante la grande maggioranza dei casi di contagio sia isolata nella provincia cinese di Hubei.

A riguardo, il capo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che se i paesi cooperassero per combattere l’epidemia alla fonte, la diffusione del virus sarà “minima e lenta”. Per aumentare le possibilità di contenimento del virus intanto è stato chiesto ai casinò di Macao, città con maggior affluenza del mondo al gioco d’azzardo, di chiudere per almeno due settimane per la prima volta in quasi 3 anni.

Anche il presidente cinese Xi Jinping, in linea con l’Oms, ha esortato i funzionari mondiali a cooperare per il contenimento del coronavirus, affermando che l’impatto diretto sulla stabilità sociale potrebbe essere molto grave. Riferendosi ai responsabili politici locali ha invece sottolineato l’obiettivo di salvaguardare dal virus la stabilità economica e sociale della Cina per non minare la crescita e i livelli dell’inflazione.

Durante la giornata di ieri, intanto, l’indice Pmi manifatturiero cinese è calato a 51,1 per il mese di gennaio, rispetto al precedente di 51,5 che rispetto alle aspettative di 51,3. In riduzione per la prima volta in tre mesi anche l’occupazione, mentre si espande a livelli molto contenuti la produzione. La domanda estera, a causa del virus che sta colpendo la Cina, è scesa a livelli minimi che non si registravano dallo scorso settembre e anche l’indicatore per i nuovi ordini di esportazioni è crollato al ribasso chiudendo i tre mesi consecutivi di espansione.

Anche l’Opec si mostra preoccupato dall’espansione del contagio del coronavirus e convoca una riunione urgente per valutare i possibili danni sulla domanda di petrolio e le possibili misure da poter prendere in risposta. I prezzi del greggio sono già scesi sotto i 50 dollari al barile per la prima volta in un anno e il consumo di carburante in Cina, che è il più grande importatore di petrolio al mondo, segna una drastica contrazione del 20%, a causa della quarantena delle città e delle chiusure delle fabbriche.

Alla luce di questo stato di emergenza, l’Arabia Saudita ha insistito per una valutazione di tutti i funzionari a considerare nuovi tagli alla produzione mondiale di petrolio, incontrando però l’opposizione della Russia. Nel frattempo, il dipartimento di ricerca dell’Opec a Vienna ha preparato nove scenari da sottoporre alla riunione di martedì con diverse stime su come il virus potrà continuare a influenzare il consumo del petrolio.

L’andamento dei prezzi del petrolio (Wti)

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