Indice Schroders Global Cities 2020, l’impatto ambientale cambia la top 30

A
A
A
Avatar di Stefano Fossati 6 Febbraio 2020 | 13:00

Per il quarto anno consecutivo Los Angeles ha mantenuto la sua posizione ai vertici dell’Indice Global Cities di Schroders, la classifica delle città più solide a livello economico e più interessanti per gli investitori.

Pur restando al primo posto, il punteggio complessivo ottenuto da Los Angeles è diminuito a causa di uno score mediocre sull’impatto ambientale, nuovo criterio di valutazione introdotto quest’anno.

Londra mantiene il secondo posto, grazie a un’economia che continua ad attrarre società multinazionali, alle eccellenti università che ospita e al buon punteggio ottenuto in termini di impatto ambientale.

Per il quinto anno consecutivo l’Indice, sviluppato dal team Global Cities di Schroders, classifica le città globali sulla base di tre punteggi proprietari: impatto economico, impatto universitario e per il primo anno impatto ambientale. Totalmente assenti dalla top 30 le città italiane.

Tra i principali cambiamenti di quest’anno notiamo Stoccolma, che è entrata nella top 30 per la prima volta, al 29° posto, grazie a punteggi notevoli dal punto di vista ambientale e di Pil. Si tratta dell’unica città scandinava inclusa tra le prime 30 posizioni.

Anche le città statunitensi Seattle e Austin hanno scalato la classifica: entrambe sono all’avanguardia nell’economia della conoscenza e offrono nuovi posti di lavoro ben retribuiti rispetto ad altre località, come mostra l’ottimo punteggio sul reddito medio. Seattle e Austin sono riuscite a ottenere questo risultato nonostante non siano città molto grandi se paragonate ad altre metropoli globali.

Le città cinesi hanno ottenuto punteggi poco elevati a livello di impatto ambientale, e ciò le ha portate a perdere posizioni in classifica. Tuttavia, pur avendo ottenuto valutazioni basse sulla qualità dell’aria e dell’acqua, Pechino e Shanghai continuano a essere parte della top 20, rispettivamente al 19° e 20° posto, grazie ai rating elevati sugli altri due “impatti”. Gli analisti di Schroders restano comunque ottimisti riguardo alle città cinesi, in virtù del loro crescente utilizzo di combustibili a basse emissioni, anche se ciò non è ancora riscontrabile nei dati.

Le città sono responsabili per oltre il 70% delle emissioni globali di Co2 e il modo in cui rispondono al rapido processo di urbanizzazione globale, così come alle preoccupazioni ambientali e sociali, rappresenta sia una sfida che un’opportunità per policymaker, residenti e investitori”, commenta Tom Walker, Co-Head di Global Cities. “Le città con bassi punteggi sull’impatto ambientale necessitano di una risposta politica più forte per salvaguardare il loro futuro. Esistono molti esempi di città con basse valutazioni ambientali che sono all’avanguardia nelle politiche urbane di sostenibilità. Ci aspettiamo quindi che molte di queste città miglioreranno i loro rating nei prossimi anni, in particolare quelle cinesi. Sebbene le emissioni di gas a effetto serra cinesi rappresentino circa il 27% delle emissioni totali a livello mondiale, quelle a livello pro-capite sono inferiori rispetto agli Stati Uniti. Riteniamo che la transizione verso forme di energia rinnovabile e il crescente utilizzo di veicoli elettrici siano due aree in cui le emissioni delle città cinesi diminuiranno a ritmo sostenuto”.

Conclude Walker: “Il fatto che Londra abbia mantenuto il secondo posto nell’Indice non ci sorprende. Sebbene sia stata interessata da una notevole incertezza generata da Brexit e dal conseguente contesto politico, i fondamentali sottostanti restano allettanti per gli investitori. Con un’economia che continua ad attrarre società multinazionali e professionisti altamente specializzati, una grande quantità di spazi verdi, acqua pulita e sicura, energia e trasporti pubblici, Londra resta popolare tra gli investitori”.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X