FinecoBank continua a correre, oggi i conti 2019

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di Luca Spoldi 11 Febbraio 2020 | 10:30

Il titolo FinecoBank (7,1 miliardi di capitalizzazione a ieri sera) è sotto i riflettori oggi a Piazza Affari e potrebbe muoversi, in coincidenza con il Cda sui risultati del quarto trimestre e dell’intero 2019 cui seguirà, dalle 13.30, una conference call di presentazione degli stessi alla comunità finanziaria. L’istituto, dal cui capitale lo scorso anno è uscito completamente Unicredit, è tra le più importanti banche fintech europee, offrendo in un unico conto servizi bancari, creditizi, di intermediazione e di investimento attraverso piattaforme transazionali e di consulenza basate su tecnologie proprietarie ed integrate con una principali reti italiane di promozione finanziaria.

La raccolta di FinecoBank

Nel solo mese di gennaio 2020 FinecoBank ha registrato una raccolta netta di 323 milioni di euro di cui 217 milioni di prodotti gestiti (+57% rispetto ai 139 milioni del gennaio 2019) e 161 milioni di prodotti amministrati, senza aver fatto ricorso a politiche commerciali di breve periodo, confermando come stia proseguendo il processo di conversione della clientela verso il risparmio gestito, più redditizio rispetto al risparmio amministrato.

Commentando i risultati mensili il numero uno di FinecoBank, Alessandro Foti, ha segnalato come l’anno sia iniziato con un “consolidamento del trend di riallocazione della liquidità dei clienti verso forme di risparmio più evolute”, oltre all’aumento della produttività della rete. “In questo contesto risaltano i buoni risultati ottenuti da Fineco Asset Management” (169 milioni di euro di raccolta retail che portano le masse gestite a 14,2 miliardi, di cui 8,6 miliardi per la componente retail e 5,6 miliardi per quella istituzionale). Il Patrimonio totale di FinecoBank a fine gennaio si è attestato a 81,9 miliardi, in crescita del 15% rispetto a un anno prima, con l’acquisizione di 8 mila nuovi clienti.

Il consensus

Le attese di consenso parlano di un fatturato di 656 milioni e un utile ante imposte di circa 377,5 milioni, che porterebbe ad un utile netto per azione di 43 centesimi con la possibilità di veder distribuito un dividendo di 32 centesimi (dividend yield prospettico attorno al 2,7%). Dopo aver guadagnato il 20,76% negli ultimi 12 mesi alla chiusura di ieri, il titolo stamane sale del 2% a 11,92 euro dopo i primi scambi, allontanandosi ulteriormente dal target price di consenso, tuttora fermo a 11,65 euro per azione. Proprio il buon rialzo già messo a segno rende parzialmente prudenti gli analisti fondamentali, tanto che sul titolo esistono al momento 5 giudizi rialzisti (“buy”) a fronte di 7 giudizi neutrali (“hold”), ma nessun giudizio negativo.

Fortemente positivo è invece il quadro tecnico di brevissimo e breve periodo, con le quotazioni che hanno superato un primo target rialzista a 11,7 euro individuato dagli analisti dopo il superamento di quota 10,8 euro; un secondo obiettivo a 12,2-12,25 euro è pure ritenuto raggiungibile a breve termine. In caso di ulteriore salita delle quotazioni, sopra i 12,6 euro, scatterebbero ulteriori strategie di acquisto con target ancora più consistenti, a 13,5 e poi a 14 euro per azione. In questo caso una stop loss andrebbe prudentemente posizionata sugli 11,95 euro per azione.

Il quadro tecnico di Finecobank

L’incrocio rialzista delle due medie mobili, registratosi nelle ultime sedute, e il mantenersi delle quotazioni sopra la media mobile veloce oltre che sopra la media mobile lenta vengono considerati segnali di conferma del trend rialzista sia di breve sia di medio periodo. Attenzione allo Stocastico, ormai in ipercomprato, che segnala la possibilità di qualche storno momentaneo delle quotazioni, di cui peraltro gli investitori più avvezzi al rischio potrebbero approfittare per entrare su FinecoBank a livelli più interessanti degli attuali. L’indicatore di forza relativa (Rsi) oscilla infine nella parte superiore della sua banda di oscillazione a conferma di una impostazione rialzista anche del trend secondario.

Il trend di FinecoBank nel medio periodo a Piazza Affari

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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