Dalla Russia l’offerta migliore AK Bars Bank, cedola al 10,25%

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di Redazione 16 Dicembre 2009 | 14:30
Al via anche i bond Buzzi Unicem (5,4%) e Piaggio (7,12%). Senza dimenticare l’emissione Toyota

di Paolo Brambilla

I bonds sovrani, quelli emessi dai governi, in molti casi stanno preoccupando gli investitori. Il Messico, che fino a pochi giorni fa sembrava in forte declino, è stato perfino superato (in senso negativo…) dal Venezuela e dalla Grecia. Ora invece, dopo pochi giorni, Messico e Grecia cercano di riprendere credibilità. Nel caso del Messico il downgrade di agenzie di rating come Fitch era un segnale di allarme, legato alla significativa riduzione di produzione del greggio, del calo delle esportazioni, della scarsa capacità di governo. Ma ora qualche segnale positivo si sta timidamente affacciando e pare che anche l’inflazione stia rallentando.
La Grecia ha toccato quest’anno un deficit del 12,7% quando i Paesi dell’Eurozona non dovrebbero superare il 3%.
Però, secondo quanto afferma il ministro delle finanze George Papaconstantinou, che garantisce sulla parola che non ci saranno problemi nel rimborso dei bonds emessi, la Grecia ridurrà da gennaio 2010 il proprio deficit al 9,1%. Ne abbiamo già sentite in passato di rassicurazioni dei governanti. Il problema non è fare promesse, è mantenerle. Vedremo che cosa ci riserverà l’immediato futuro.
Questa settimana è la volta di due nuove emissioni in dollari USA del Libano (250 milioni ciascuna), scadenza 2015 e 2024.
Probabilmente il Libano (B3 e  B- per Moody’s e S&P’s) dà qualche garanzia in più degli stati centro-americani, ma la remunerazione non è stratosferica.
Decisamente più remunerativa è l’emissione in dollari della russa AK Bars Bank, una delle prime 20 banche del paese, con sede nella repubblica del Tatarstan (il vecchio Bulgaristan lambito dal Volga). La Federazione Russa sta attraversando un buon momento storico, e il prestito offerto scade fra appena 3 anni. La remunerazione è del  10,25% annuo. Difficile chiedere di più, anche se il dollaro dovesse avere ancora qualche cedimento. Se poi vogliamo guardare alle previsioni, più di un analista ne prevede invece il rafforzamento nei confronti dell’euro.
Spostiamoci in Croazia, per valutare un’altra interessante emissione, questa volta in euro. La Agrokor è la principale azienda alimentare del Paese, con oltre 30.000 dipendenti. Emette un prestito dell’importo di 400 milioni di euro, scadenza 2016, che rende la bellezza del 10,91% (rating B2). Non è poco, può valere il rischio. Non tutte le aziende alimentari sono come la Parmalat di Tanzi.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

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