Eni, nuovo giacimento offshore. A Piazza Affari inizia il recupero

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Avatar di Gianluigi Raimondi 17 Febbraio 2020 | 12:00

E’ vero che le “brown companies”, i cui business sono legati all’energia fossile, hanno di fronte a sé un futuro alquanto incerto se non riusciranno a diversificare in ambiti maggiormente “green”, ma è anche vero che al momento il petrolio continua a muovere il mondo. Per questo non sorprende che stamane Eni torni a rimbalzare dopo alcune sedute negative, grazie all’affievolirsi dei timori dell’impatto dell’epidemia da Coronavirus sulla crescita mondiale (oltre che direttamente sulla crescita della domanda di petrolio).

Scoperto un nuovo giacimento

Eni ha inoltre comunicato una nuova scoperta nel prospetto esplorativo denominato Saasken, situato nelle acque medio-profonde (340 metri sotto il livello del mare) del Blocco 10, nel bacino di Sureste a circa 65 km al largo delle coste messicane. Le stime preliminari indicano che il giacimento potrebbe contenere tra 200 e 300 milioni di barili equivalenti di petrolio. La scoperta, segnala una nota di Eni, apre a un potenziale sviluppo commerciale del Blocco 10, in quanto vicino alla scoperta di Saasken sono localizzati altri giacimenti potenziali che potranno essere sviluppati attraverso un unico hub.

Il Blocco 10 è gestito da una joint-venture tra Eni (nel ruolo di operatore, con un 65% di interesse), Lukoil (20%) e Capricorn (15%), che ora lavorerà per delineare la scoperta e sfruttare sinergie coi giacimenti potenziali vicini e iniziare gli studi per uno sviluppo commerciale. In Messico Eni sta attualmente producendo circa 15.000 barili giorno dall’Area 1 e prevede di raggiungere un plateau produttivo di 100.000 barili giorno nella prima metà del prossimo anno, avendo inoltre in corso una “importante” campagna esplorativa nelle altre licenze che detiene nell’offshore messicano.

Negli ultimi 12 mesi, complice le incertezze delle quotazioni petrolifere, Eni a Piazza Affari ha perso il 13% circa di cui il 9% abbondante solo negli ultimi tre mesi, soffrendo come tutti i principali titoli del settore gli alleggerimenti legati ai timori da coronavirus. Oggi tenta un rimbalzo attorno allo 0,75% quando sono passati di mano un paio di milioni di pezzi appena sotto i 13 euro per azione.

Le raccomandazioni degli analisti sul titolo Eni

Il consenso degli analisti fondamentali resta più che a supporto del titolo, con ben 10 “buy” e 4 “outperform” a front di 8 “hold”, 3 “underperform” e un solo “sell”.

Anche il prezzo target medio, di 16,28 euro, pare suggerire un sufficientemente ampio potenziale rialzista (+25% dai livelli correnti), così come appare interessante il dividendo, che a fronte di un utile per azione atteso pari a 91 centesimi dovrebbe essere di 86 centesimi (equivalente ad un dividend yield del 6,6% dai livelli attuali). Sinché non ci sarà maggiore chiarezza sull’andamento della domanda di petrolio è tuttavia prevedibile che la prudenza tenderà a prevalere consentendo solo parziali recuperi delle quotazioni.

Il quadro tecnico di Eni

Un quadro simile si presenta anche dal punto di vista tecnico: il trend di brevissimo come pure di breve periodo di Eni è neutrale, quello a medio-lungo termine resta per ora negativo e dopo alcuni segnali negativi visti sul finire della scorsa settimana, tra cui il fatto che i prezzi abbiano forato, con un movimento dall’altro verso il basso, la media mobile lenta, in molti analisti tecnici non escludono che possa verificarsi un’accelerazione al ribasso nei prossimi giorni. I volumi si mantengono tuttavia molto modesti a conferma della scarsa forza della pressione ribassista e lasciano aperta l’ipotesi di un successivo rimbalzo che potrebbe essere sfruttato dagli investitori più avvezzi al rischio.

In caso di nuove vendite, in giornata i supporti sono indicati in area 12,80 euro prima e poi, nel caso di accelerazione al ribasso, a 12,65 e a 12,62 euro. Se invece dovessero prevalere le ricoperture, come sembra di notare in avvio di giornata, dopo i 13 euro i primi obiettivi potrebbero essere a 13,2 e poi a 13,35 euro per azione. In caso di ulteriore allungo anche quota 13,50-13,52 potrebbe costituire un obiettivo interessante.

A cura di Luca Spoldi, Cefa, 6 In Rete Consulting Ceo (www.6inrete.it)

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