Il coronavirus accompagna l’Europa verso la recessione

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di Stefano Fossati 24 Febbraio 2020 | 18:30

A cura di Wings Partners Sim

Il sentiment degli investitori continua a peggiorare sugli sviluppi dell’espansione del coronavirus, che sembra essere ora più minaccioso al di fuori della Cina che nella nazione asiatica. Durante il weekend, infatti, è stata registrato un forte aumento dei contagi in Corea del Sud, che porta il numero dei soggetti infettati a 763, mentre in Italia sono stati confermati circa 150 casi positivi al coronavirus in tre regioni differenti, che hanno forzato l’annullamento di diversi eventi pubblici.

Mentre i dati relativi alla diffusione del coronavirus sembrano essere più confortanti nei paesi origine del contagio, questa accelerazione dei soggetti positivi in Europa e in Corea ha destabilizzato gli investitori che adesso temono ad un impatto economico devastante, in una situazione globale già instabile a causa della situazione economica cinese. Come conseguenza, il crescente rischio sulle attività globali ha causato un crollo dei listini azionari statunitensi ed europei, favorendo il continuo apprezzamento dell’oro.

Uno scenario che potrebbe aumentare la pressione sulla Bce, affinché agisca maggiormente in termini di allentamento monetario, sebbene sia già sui limiti, per sostenere un’economia che stava già registrando uno stallo prima di queste notizie. I dati principali sull’inflazione mostrati venerdì scorso, non hanno registrato scostamenti particolari, confermandosi all’1,4% annuo. Dato che potrebbe aver scontato la revisione degli obiettivi inflazionistici a cui sta lavorando Christine Lagarde, che sembrava aver contribuito a un leggero aumento dell’inflazione dai minimi dello 0,9% di pochi mesi fa. In ogni caso, questo quadro socioeconomico che si sta delineando in questi giorni in Europa, potrebbe segnare l’inizio di una recessione europea, se la Bce non dovesse riconsiderare la propria strategia.

Nel frattempo, in Iran, i sostenitori del partito conservatore hanno vinto le elezioni parlamentari a discapito del partito democratico e riformatore. Spinti dall’omicidio del leader militare Soleimani, la linea dura iraniana vince con la maggioranza di 290 seggi. Le fazioni conservatrici, fedeli al leader Ayatollah Ali Khamenei, storicamente contrarie al coinvolgimento occidentale hanno così prevalso ed elogiato la grande vittoria politica, accusando l’apparato di propaganda straniera di aver creato appositamente allarmismi sul coronavirus per dissuadere la gente dal partecipare alle elezioni.

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